Gennaio 4th, 2009

Darfur: 2008 da dimenticare, non resta che sperare in un 2009 migliore.

da Italian Blogs for Darfur:

Anno orribile per l’Africa, il 2008: Kenia, Congo, Zimbabwe, Somalia, Sudan, sono solo alcuni dei Paesi che sono stati teatro di sciagure umanitarie nell’anno appena trascorso. Eppure ci aggrappiamo alla speranza che il nuovo anno possa essere migliore. Il 29 dicembre, nel Corno d’Africa, regione devastata da una crisi umanitaria paragonabile a quella del Darfur, si è dimesso Abdullahi Yusuf, signore della guerra e presidente, e le truppe etiopi si sono ritirate dalla Somalia.

Poco prima che il 2008 si chiudesse sancendo il fallimento delle aspirazioni di pace in Darfur, con poco più del contingente della missione ONU-UA dispiegato dopo oltre un anno e mezzo dal suo inizio ufficiale e sempre nuove rappresaglie delle forze governative contro ribelli e popolazione civile, il Governo Italiano preannunciava per il 2009 una ripresa dei lavori a livello internazionale che dovrebbe vedere finalmente anche il nostro Paese tra i fornitori di alcuni velivoli da trasporto. Ne hanno riferito ai giornalisti presenti alla conferenza stampa di fine anno il ministro della Difesa Ignazio la Russa e il capo di stato maggiore della Difesa Vincenzo Camporini. La missione, sin dall’inizio in forte crisi causa proprio la mancanza di almeno 18 elicotteri da trasporto fondamentali per il monitoraggio del territorio, “risponde all’esigenza di proteggere le popolazioni locali da una sorta di pulizia etnica che in qualche modo si suppone guidata da poteri politici locali”(APCOM).
Sempre nel 2009 è prevista la chiusura dell’ ospedale italiano ad Abeché a supporto della missione EUFOR e dei profughi del Darfur in Ciad, mentre sono stati attribuiti nuovi finanziamenti per l’invio in Darfur di 245 operatori nell’ambito della missione congiunta ONU e Unione Africana. Proprio Italians for Darfur, nei mesi scorsi, aveva promosso iniziative parlamentari atte a incoraggiare simili impegni, come la costituzione di un intergruppo alla Camera sulla crisi in Darfur e l’approvazione di un ordine del giorno relativo proprio all’impiego di elicotteri italiani nella regione sudanese.

Confido in ogni caso anche quest’anno nell’opera dei tanti missionari e dei volontari di tutto il mondo che traducono ogni giorno, quasi sempre lontano dai media, le nostre speranze in atti di quotidiana solidarietà. A loro va tutta la nostra più sincera gratitudine e sinceri auguri.

In alto a destra, una delle tele di Riccardo Paracchini, pittore di Montano (Como): “due angeli che annunciano la Parola“.

Gennaio 4th, 2009

Prove di democrazia in Afghanistan

di Mauro Annarumma su Meltin’POt on web

foto di Mauro Annarumma[foto di Mauro Annarumma] Le elezioni presidenziali in Afghanistan avranno luogo tra meno di un anno e a metà dell’anno successivo si terranno quelle parlamentari, primi passi del percorso, ancora immaturo, del Paese verso la democrazia. Intanto, in tutte le province dell’Afghanistan, sta proseguendo la registrazione al voto della popolazione, non solo nei capoluoghi di provincia e di distretto, ma anche nei tanti piccoli villaggi delle periferie, fino ad oggi esclusi dalla vita politica del Paese. In un clima di insicurezza e inquietudine, con il presente sconvolto da quotidiane rappresaglie delle bande armate e di estremisti, non mancano tuttavia le persone che hanno deciso di mettersi in fila per registrarsi presso scuole e stazioni di polizia locali.

Dopo decenni di terrore ed emarginazione politica, l’Afghanistran cerca di ritrovare la fiducia nelle forme democratiche di rappresentanza e di governo, sebbene la pacificazione politica e militare sia ancora lontana. Dal 2006 sono infatti aumentati gli attacchi suicidi e radiocomandati delle forze talebane, che controllano ancora circa il 10% del territorio, e della guerriglia, un colorito mondo di trafficanti di droga e di armi, capi locali di bande armate che lottano per il controllo di strade e uomini.

Secondo stime recenti dell’intelligence statunitense le capacità di controllo governativo si fermerebbero al 30% del territorio afghano, tanto da valere al presidente attuale Hamid Karzai il soprannome di “Sindaco di Kabul”.  Il Presidente Karzai, eletto nel 2004 alla caduta del regime talebano e in passato consulente della Unocal (Chevron), durante un periodo di formazione negli Stati Uniti, ha dichiarato di voler ricandidarsi alla presidenza, nonostante le critiche mosse al suo operato da molti afghani, che non hanno visto migliorare significativamente nè la sicurezza né le condizioni di vita, e il diffondersi della corruzione politica nel Parlamento. Non sembra, tuttavia, che possano esserci solide alternative: potrebbe però farsi strada il nome di Ali Ahmed Jalali, Ministro degli Interni dal 2001 al 2005 e docente alla National Defense University in Washington.

Le elezioni costano non meno di 100 milioni di dollari, ma non è più così semplice trovare dei donatori stranieri disposti a contribuire per una seconda tornata di elezioni (nel 2005 furono spesi ben 359 milioni), soprattutto in questo periodo, in cui sembrano aumentare gli attacchi destabilizzanti diretti alle  nuove istituzioni locali e alle truppe NATO impegnate nel controllo e nella ricostruzione del territorio. Non riuscendo a conquistare pienamente la fiducia e la collaborazione della popolazione, fondamentale per il successo dell’opera di ricostruzione del Paese, gli strateghi internazionali auspicano, ed è il Presidente Karzai  a proporlo pubblicamente, un riavvicinamento diplomatico con i Talebani e i mullah più importanti, al fine di trovare, tramite il negoziato, una via di uscita alla guerra e giungere così alle prossime elezioni in un clima più sereno.

Novembre 29th, 2008

PELLICCE: SCANDALOSO!!!! CAMPANIA, boom export di pellicce verso la CINA +289% !!!

“[..]L’assessore [alle Attivita’ Produttive della Regione Campania Andrea Cozzolino, n.d.r.] ricorda che, nei rapporti commerciali con la Cina, dopo il calo registrato nel triennio 2003-2005, l’anno di svolta per l’export riprende e’ stato il 2006 con ua crescita che, nel 2007, e’ arrivata al 15% in piu’ rispetto all’anno precedente ‘’con trend di crescita da vero boom nel settore delle macchine elettriche (+33% rispetto al 2006), dei prodotti alimentari e delle bevande (il quarto settore piu’ importante per l’export campano verso al Cina, con +140%), dei prodotti tessili (+150%), delle pellicce (+289%). Per Cozzolino ‘’e’ evidente che la crescita coincide con l’impegno profuso dalla Regione Campania in un importante programma di cooperazione e scambi con la Cina'’.

fonte: http://www.asca.it/

Per chi voglia chiedere informazioni in merito e protestare civilmente:

http://www.andreacozzolino.it/

Per informazioni
info@andreacozzolino.it

Per dialogare direttamente con Andrea Cozzolino
andrea@andreacozzolino.it

Per l’ufficio stampa
stampa@andreacozzolino.it

Novembre 29th, 2008

AUT NEWS, la voce dell’Islamic Association of Amir Kabir Technical University di Tehran.

La democrazia è la massima conquista dell’uomo. Dovremo esserne ben consapevoli noi, che abbiamo avuto la fortuna di nascere in un Paese, l’Italia, per la cui democrazia sono morti tantissimi giovani, padri e madri sino a pochi decenni fa, con il contributo fondamentale di altrettanti giovani del resto del mondo, statunitensi in particolare.

Uso il condizionale, perchè l’impressione è che molti -troppi- sembrano averlo dimenticato. Lo sanno bene, invece, i movimenti spontanei che sorgono all’ombra di regimi totalitari contemporanei. E’ il caso dell’IRAN, Paese dalle enormi potenzialità democratiche, purtroppo continuamente ignorate dai Paesi democratici del resto del mondo, primi fra tutti i vicini europei. Dal costo delle azioni militari intraprese negli ultimi decenni, appare evidente come l’uso delle armi debba essere considerata extrema ratio dall’esito quanto mai incerto, e come invece sarebbe opportuno e auspicabile l’investimento in mezzi di informazione di massa e sostentamento anche finanziario dei movimenti democratici spontanei o di opposizione, politici e di opinione. In particolare, i movimenti studenteschi assumono un ruolo simbolico e concreto insieme nella spinta naturale di una Nazione verso la democrazia e la libertà.

L’ Islamic Student Association of Amir Kabir Technical University, tra le più grandi associazioni studentesche iraniane, continua a pagare con arresti arbitrari e interrogatori da parte delle forze di sicurezza governative, l’attivismo pacifico per la democrazia e la difesa dei diritti umani in Iran.

Gli studenti del forum studentesco dell’ Amirkabir University of Technology di Tehran chiedono da anni liberà di espressione e di pensiero, la difesa dei diritti umani e il riconoscimento del diritto dei cittadini di scegliere il loro destino, essendo il popolo giudice e giuria di ogni controversia. Nonostante arresti e intimidazioni, studenti e giovani editori di pubblicazioni studentesche continuano a manifestare, nel silenzio colpevole dei media e dei governi occidentali, in favore di una svolta democratica del governo iraniano.
AUT NEWS, all’indirizzo www.autnews.info è l’organo di informazione del movimento studentesco: qui è possibile leggere un recente “A BRIEFING ON THE SITUATION OF ACADEMIC FREEDOMS IN IRAN”

Qui la pagina su Facebook

Novembre 21st, 2008

PELLICCE: AL VIA IN MOLTE CITTA’ ITALIANE LA CAMPAGNA MAX MARA!

Max MaraCampagna AIP e molte altre associazioni in tutto il mondo danno il via alla campagna contro Max Mara Fashion Group. tanti appuntamenti in molte città italiane, davanti ai punti vendita MAX Mara, tra il 21 e il 23 novembre.

Dopo un nutrito presidio davanti agli uffici di questa multinazionale della moda, in cui non c’è stata assolutamente alcuna risposta da parte della dirigenza, gli attivisti di AIP sono pronti a stazionare davanti ai negozi con volantini, cartelli, striscioni e megafoni fino a che non cesseranno di essere prodotti capi grondanti sangue a firma Max Mara Fashion Group!

Per questo lancio di campagna sono già state confermate 25 proteste in 19 città italiane.
Altrettante si terranno in città della Svizzera, Inghilterra, Germania, Olanda, Danimarca, Belgio e Stati Uniti.

Sul sito www.campagnaaip.net potete trovare la lista delle prime città italiane che hanno aderito: vi invitiamo a partecipare. Ricordiamo che non si tratta di proteste sporadiche ma solo dell’inizio di una campagna che vedrà attivisti impegnati ogni fine settimana per fare informazione su cosa si nasconde dietro alla produzione di pellicce e al mondo della moda
firmata Max Mara.
Iscriviti al gruppo facebook “Campagna AIP: attacca l’industria della pelliccia” [Unofficial]

Novembre 21st, 2008

La LAV lancia una nuova petizione contro il traffico di cuccioli dall’EST Europa

Il nuovo dosseri della LAV, Lega Antivivisezione Animali, svela un traffico di cuccioli di cane e gatto dall’Est Europa che frutta,
ogni anno, circa 300 milioni di euro. Gli acquirenti sono soprattutto i negozianti e gli allevatori di Paesi come l’Italia, la Spagna, la Francia e il Belgio, comprati o rubati da allevamenti dell’Europa dell’Est, in particolare da Ungheria, Slovacchia, Polonia, Romania, Repubblica Cec. I cuccioli, strappati precocemente dalle loro madri indotte a partorire continuamente, a dispetto della normativa europea che impone almeno tre mesi di attesa dalla nascita, sono importati falsificandone i documenti e sottoposti a infernali viaggi lungo le strade europee e, in particolare, italiane, dove poi vengono venduti con falsi pedigree, che fanno aumentare il valore finale dell’animale, comprato a circa 60 euro ma venduto ad almeno 200 euro.

Corri a firmare l’appello della Lega Antivivisezione Animali (LAV).

Novembre 1st, 2008

Migliaia di studenti in piazza…in difesa delle baronie della scuola.

Finalmente una proposta per la scuola: è di Giulia Innocenzi, candidata alla guida dei giovani del PD, di area radicale con un passato in  Azione Giovani.

“Perché anziché promuovere un referendum che nulla può fare, non ci facciamo promotori di un disegno di legge che elimini gli sprechi dell’università e la ricerca, così da non fare ricadere sugli studenti i tagli che comunque verranno effettuati?” Così Giulia Innocenzi, la candidata a segretario dei giovani del Partito Democratico, in merito alla proposta di Walter Veltroni di indire un referendum abrogativo contro la legge Gelmini. “A fronte dell’impossibilità costituzionale di indire referendum in materia tributaria, l’unico risultato possibile sarebbe l’abrogazione del dispositivo sul maestro unico o sul grembiulino. Persevera così la logica dei piccoli provvedimenti, senza una visione generale del problema”. Per questo la candidata radicale si rifà alle tre proposte già lanciate sul web e contenute nell’appello “Contro il no ideologico. Per il sì alla riforma necessaria dell’università”, in cui propone “l’abolizione del valore legale del titolo di studio, per aumentare la competitività fra le università e chiudere quelle nate grazie all’amicizia fra il rettore e il sindaco; la peer review, ovvero la valutazione dei finanziamenti ai ricercatori stessi da parte di commissioni anonime, abolendo così tutti i costi degli organi gerarchizzati che oggi funzionano da imbuto per i soldi alla ricerca; l’eliminazione dei corsi di laurea più fantasiosi, che nel totale dei 5.500 presenti ad oggi in Italia, servono soltanto a dare una cattedra al professore”.

Giulia è una delle rare persone di questa sinistra in cui non riesco a riconoscermi che accompagna un NO a una proposta, a una alternativa.. ma qui vedo un codazzo di persone che si ostina a descrivere l’Italia come un Paese non democratico..finiamola, perfavore. Spero che Giulia Innocenzi non cavalchi l’onda facile dell’antiberlusconismo e i fantasmi della “dittatura” ma persegua nei progetti di una opposizione costruttiva e alternativa al governo con proposte serie e realistiche, lontane dai slogan di partito sempre più simili a cori da stadio estremisti.
Serve una nuova sinistra, riformista e dialettica. Serve un ricambio generazionale…

Ottobre 28th, 2008

L’Europa tifa Obama

27.10.2008 - Mauro Annarumma

Non se ne voglia il candidato repubblicano John McCain, ma il democratico Barack Obama piace di più agli europei: lo dicono i sondaggi più o meno seri pubblicati recentemente da quasi tutti i principali giornali europei, e lo dimostrano le migliaia di persone accorse a Berlino per ascoltare quello che in tanti chiamano il “Kennedy dei nostri tempi”. Secondo i cittadini europei, una vittoria del senatore dell’Illinois porterebbe una nuova ventata di speranza e passione politica dentro e fuori gli Stati Uniti

A Washington, in effetti, chi scrive ha potuto toccare con mano l’entusiasmo dei giovani tifosi di Obama, numerosi agli angoli delle strade e alle uscite dalle metropolitane. Ma lo stesso si può dire dei giovani repubblicani, seppure più composti e dal look visibilmente più sobrio.

Negli ultimi giorni della corsa alla Casa Bianca Barack Obama, che spopola nei media tradizionali quanto in quelli della nuova era digitale, supera nei sondaggi statunitensi ed europei l’avversario repubblicano McCain, ma mentre in Patria i punti di vantaggio si contano sulle mani, in Europa la simpatia del candidato nero raggiunge percentuali altisonanti: l’83% di vantaggio su McCain in Svizzera, il 68% in Francia, in Olanda il 70%, e il 64%  in Gran Bretagna. Anche in Italia Obama sarebbe il favorito, sebbene la capitale italiana non sia stata inclusa tra le tappe del candidato democratico in Europa.

Un altro sondaggio, questa volta dell’autorevole Gallup, afferma che di circa la metà della popolazione mondiale ogni 100 persone ci sarebbero 30 votanti possibili di Obama contro i soli 8 su cento di McCain. Il dato più rilevante riguarda i cittadini di Australia, Giappone, Singapore e Corea del Sud, tra i principali alleati degli Stati Uniti. In Europa, i cittadini olandesi e norvegesi sarebbero i più vicini al candidato democratico degli Stati Uniti.

Insomma, se gli europei votassero realmente il 4 novembre, Barack Obama vincerebbe sicuramente. Ma le elezioni sono aperte solo ai cittadini statunitensi, che in un periodo di crisi per l’economia statunitense e il rischio mai scemato di terrorismo, dovranno decidere tra l’ammaliante oratoria del democratico di Honolulu o la veemenza del repubblicano, espressione della profonda “America”.

Tratto da Meltin’POt on web 

Settembre 30th, 2008

Basta pellicce!

Dopo i successi nazionali e internazionali delle campagne contro le pellicce, che hanno convinto marchi di moda e grandi magazzini a non vendere o produrre più capi con inserti di vero pelo, è il momento di lanciare una nuova campagna su di un marchio italiano diffuso in tutto il mondo.
Questa campagna, come tutte le altre lanciate finora da AIP o da network internazionali contro le pellicce, si basa sulla pressione, sull’informazione e sul boicottaggio dell’azienda, e non avrà termine fino a che non ci sarà un impegno aziendale verso una politica senza pellicce.

Le collezioni invernali, vendute sotto diversi marchi, comprendono molti inserti in pelliccia. Questa pelliccia era il manto di un animale vivo, l’unico con il diritto di indossarla, allevato in modo ignobile e ucciso brutalmente per impreziosire i vestiti di questa azienda.

Vogliamo che tutte le collezioni di tutti i marchi diventino “fur-free” e cessino di diventare il motivo per cui vengono scuoiati centinaia di migliaia di animali in più ogni anno.

La moda degli inserti di pelliccia, colorati, lavorati, sfrangiati o rasati per renderli non riconoscibili, riflette perfettamente questo mondo del fashion, luccicante e ingannevole, che spoglia le persone dal proprio senso critico, rendendole schiave di desideri volubili e vittime del consumismo.
Esseri viventi sensibili diventano così oggetti, merci da allevare, scuoiare, esporre in vetrina, impacchettare.

Negli ultimi anni campagne di protesta e di pressione su molte aziende hanno ottenuto un loro cambiamento di politica riguardo la produzione di inserti di vera pelliccia. Marchi e stilisti in tutto il mondo, così come grandi magazzini e ipermercati, stanno cessando la collaborazione con l’industria della pelliccia.
Anche in Italia un cambiamento è in atto e se il mercato della pellicceria pura è in netto calo ogni anno risulta necessario andare a cambiare le cose tra i marchi di tendenza e gli stilisti.

Aderisci al gruppo su FACEBOOK “CAMPAGNA AIP: Attacca l’Industria della Pelliccia (Unofficial)!

Agosto 23rd, 2008

BERLINO 2008: una città che non vuole dimenticare.

Berlino 2008 by Mauro A. Sono stato a Berlino a giugno. Una città che mi ha piacevolmente sorpreso.

Alcuni anni fa la evitai, preferendo interrompere il viaggio in treno che mi portava tappa dopo tappa da Parigi, attraverso Amsterdam, a Praga. Dall’Olanda, complice il cielo grigio, tornai a Parigi e presi il primo volo low-cost per Praga. Adesso, mi rendo conto di essere stato ingannato da quel cielo grigio, e dal pregiudizio su una città tedesca tutta fabbriche e palazzoni.

Invece Berlino è una città dinamica, piena di vita, ordinata e pulita. Un paradiso per chi ami l’architettura contemporanea, come la Stazione Centrale Hauptbahnhof e il Museo Ebraico. Una meta per chi cerca il divertimento, come il café Zapata in Oranienburger Str. Ma il contrasto tra la ex Berlino Ovest e la ex Berlino Est è ancora tanto forte, al di là del Checkpoint Charlie, come la memoria dell’Olocausto. Un bene, poichè di questi tempi si dimenticano troppe cose. Lascio Berlino con una speranza, che non sorgano nuove mura, forse più difficili da abbattere.

Foto: “I muri di Berlino”

SaVeTheRaBbiT.nEt