Era stata annunciata dal Ministro italiano della Difesa, l’On. Ignazio La Russa, agli inizi del 2009. Italians for Darfur Onlus chiede ora che i fondi stanziati per la missione non vengano dirottati altrove.
MpNews: Apprendiamo dall’associazione ONLUS per i diritti umani in Darfur, Italians for Darfur, che la missione italiana in Darfur, che prevedeva la consegna di due velivoli da trasporto al contingente di caschi blu dell’UNAMID, la missione di pace ONU - Unione africana, non può più avere luogo: è l’ennesima speranza disattesa, per ottenere la quale erano state spese molteplici energie.
La missione UNAMID, sancita con la risoluzione 1769 del 2007, sarebbe dovuta partire a pieno regime entro il 2008. A tre anni dalla sua approvazione nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, la missione congiunta con i caschi verdi dell’Unione Africana, non ha mai raggiunto il numerico previsto, fermandosi a circa 20 mila unità contro le 26 mila in organico, con gravi carenze logistiche, quali mezzi di trasporto terrestri e soprattutto aerei, indispensabili per un controllo efficace dell’immenso territorio del Darfur. Il contributo italiano sarebbe stato, quindi, di fondamentale importanza.
L’impegno del Governo italiano c’è stato e l’impresa si è arenata non a Roma ma a Khartoum, nell’ufficio “Visti” del governo sudanese. Il Presidente Omar al Bashir ha infatti negato i permessi per il piccolo contingente di militari italiani, che avrebbe dovuto accompagnare i due velivoli in Darfur.
La notizia diffusa dall’associazione è trapelata dalla lettura del resoconto dell’ultima seduta della Commissione Difesa del Senato, dell’11 novembre scorso. Salta quindi la missione italiana in Darfur, per la quale erano stati stanziati 6 milioni di euro, di cui avevamo parlato in anteprima proprio sulle pagine di MPnews,
Il rischio, allo stato attuale, è che anche i fondi destinati in capitolo al finanziamento della missione in Darfur vengano dirottati per altre missioni internazionali, come quella in Afghanistan.
“L’emergenza nella regione e nel Sud Sudan, dove la tensione in vista delle elezioni e del referendum per l’indipendenza è sempre più alta, è ancora pressante e il supporto del nostro Paese rimane fondamentale”- ha riferito alle agenzie la Presidente di Italians for Darfur.
Nonostante una buona opera di addestramento della polizia locale, il contingente internazionale non è riuscito a contenere le azioni di violenza a danno della popolazione civile. Nel suo ultimo rapporto, il Consiglio di Sicurezza ha denunciato nuovamente l’innalzamento dello stato di allerta dei peacekeepers, dopo gli ultimi pesanti scontri, sempre più frequenti, tra etnie e fazioni diverse della popolazione, non solo del Darfur, ma anche del Sud Sudan, che hanno causato la morte di oltre 50 persone.
Proprio nel Sud Sudan si sono riaccesi negli ultimi mesi rivalità e odio tra le etnie della regione, in vista delle elezioni presidenziali dell’aprile 2010 e delle annunciate consultazioni popolari per l’indipendenza del Sud Sudan dal resto del Paese.
Il Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon ha denunciato inoltre, lunedì scorso, pesanti e continue intimidazioni al contingente UNAMID in Darfur, da parte del governo sudanese, sia sottoforma di lungaggini burocratiche sia di vere e proprie limitazioni al movimento.
Mauro Annarumma



Sabato 10 maggio al festival internazionale della musica elettronica a Roma, Palazzo dei Congressi. E’ il famoso punto di incontro di novelle tendenze metropolitane internazionali, che fondono colori e beats in ritmiche composizioni: Dissonanze, nell’edizione 2008, si presenta con grandi nomi della scena elettronica internazionale, come Munk, Carl Craig ,Erol Alkan e Murcof. Un caleidoscopico incontro di musica , video e luci che fendono la nebbia dei fumi delle sale colme di giovani e meno giovani che si muovono a ritmo fino all’alba. Nuove espressioni sonore ma anche riproposizioni di successi recenti per un pubblico numeroso e assortito. Dentro e fuori il maestoso Palazzo dei Congressi, tutto sembra permesso. Frammisti a vistose tracce di alcol (10 euro a coktail, 5 per una Redbull) paste e fumo, anche spettatori a contemplare le opere degli artisti sulla Terrazza e nella sala interna. Quest’anno il logo di Myspace campeggia alto tra i cubi di Dissonanze, che si illuminano mutevoli sullo sfondo nero delle pareti. Un bellissimo appuntamento della capitale.
Giro in lungo e in largo la città, che mi rapisce. La sera mi trattengo fino a tardi per assaporare uno squarcio di notte, ahimè solo da osservatore, ma tanto mi basta se l’alternativa era restare in mezzo al nulla a fare peggio del nulla, la gretta vita della guardia di frontiera.
Il 23 maggio del 1989, tre giovani cinesi lanciarono gusci d’uova pieni di vernice sul ritratto di Mao Zedong ed attesero di proposito la polizia per essere arrestati. Da questo episodio e’ derivato loro l’appellativo di “Three Gentlemen”. Undici giorni dopo l’esercito cinese represse crudelmente la rivolta con il massacro di Piazza Tian An Men dove, secondo la Croce Rossa, almeno 2600 persone furono uccise. I tre “gentiluomini” : Lu Decheng, Yue Zhijing e Yu Dungyae furono imprigionati per numerosi anni. Yue e Yu, ora malato mentale a causa di abusi e torture, vivono in miseria in Cina. Lu Decheng, dopo dieci anni nei LAOGAI, vive ora in Canada, come rifugiato politico.




