Agosto 23rd, 2008

BERLINO 2008: una città che non vuole dimenticare.

Berlino 2008 by Mauro A. Sono stato a Berlino a giugno. Una città che mi ha piacevolmente sorpreso.

Alcuni anni fa la evitai, preferendo interrompere il viaggio in treno che mi portava tappa dopo tappa da Parigi, attraverso Amsterdam, a Praga. Dall’Olanda, complice il cielo grigio, tornai a Parigi e presi il primo volo low-cost per Praga. Adesso, mi rendo conto di essere stato ingannato da quel cielo grigio, e dal pregiudizio su una città tedesca tutta fabbriche e palazzoni.

Invece Berlino è una città dinamica, piena di vita, ordinata e pulita. Un paradiso per chi ami l’architettura contemporanea, come la Stazione Centrale Hauptbahnhof e il Museo Ebraico. Una meta per chi cerca il divertimento, come il café Zapata in Oranienburger Str. Ma il contrasto tra la ex Berlino Ovest e la ex Berlino Est è ancora tanto forte, al di là del Checkpoint Charlie, come la memoria dell’Olocausto. Un bene, poichè di questi tempi si dimenticano troppe cose. Lascio Berlino con una speranza, che non sorgano nuove mura, forse più difficili da abbattere.

Foto: “I muri di Berlino”

Luglio 26th, 2008

Un italiano al CPAC 2008. Parla il Presidente

G.W.Bush al CPAC 2008. Foto di Mauro Annarumma Washington DC, 8 Febbraio 2008: John, 22 anni, dal South Carolina, mi guida verso la convention dei repubblicani del 2008. E’ a Washington per seguire il suo candidato preferito, Mitt Romney, che ha annunciato il suo ritiro dalla corsa alle presidenziali proprio il giorno prima al CPAC 2008, la “Conservative political action conference”, all’Omni Shoreham Hotel, il più importante evento annuale dei conservatori che riunisce militanti, leaders politici, e bloggers dell’area repubblicana.
Leggo nel suo sguardo e nel fervore delle sue parole la passione per la politica che la maggior parte dei suoi coetanei italiani non conoscono e, forse, non conosceranno mai. John legge un libro, me lo mostra. “More guns, less crime” di John Lott. Un titolo che, da solo, aprirebbe un lungo confronto, uno spaccato reale della società “americana”, dove la libertà personale spesso entra in contrasto con le necessità della collettività.
Ma il libro anticipa i cardini del discorso presidenziale che si terrà alle 7.00 del mattino all’Omni Shoreham Hotel: le parole “libertà”, “sicurezza” “famiglia”, risuoneranno più volte, sottolineate dagli applausi e dalle urla di acclamazione del giovane pubblico del CPAC 2008.
Il Presidente Bush interverrà infatti per primo, in anticipo rispetto alla programmazione ufficiale, e io sarò lì, a pochi passi dall’uomo più potente del mondo.
Alle cinque del mattino, la fredda città di Washington è già piena di militanti e giovani studenti, giunti da ogni parte degli USA, rigorosamente in giacca e cravatta o tailleur: corriamo tutti verso l’albergo per essere i primi, ma siamo già gli ultimi.La convention repubblicana inizia con un laconico “Ciao”, ripetuto più volte per farsi largo tra gli applausi: Cheney, si presenta così al pubblico in festa, apostrofa il Presidente, che lo ha fatto svegliare così presto la mattina, il quale ribatte: “Mi scuso per il mio amico, ama dormire”. Applausi, risate, interventi del pubblico, tante battute fanno dell’evento un grande show in pieno stile “americano”.
Ma i contenuti non mancano: taglio delle tasse, per far circolare il denaro, rinsaldare l’economia e creare nuovi posti di lavoro, salvaguardia della famiglia e della vita umana anche nelle sue forme embrionali, attraverso l’affermazione del diritto alla vita e alla libera scelta nell’istruzione, lotta al consumo delle sostanze stupefacenti, sicurezza nazionale e lotta al terrorismo anche oltre i propri confini, perché una nazione democratica non sarà mai nemica degli Stati Uniti.
“Noi crediamo che la più affidabile guida per la nostra Nazione sia il buon senso del cittadino. Crediamo che la nostra cultura tragga beneficio dalla diversità di fede, dal rispetto dei valori, e dalla guida di una autorità più elevata. Crediamo nella responsabilità personale. Crediamo nel valore universale della libertà. Crediamo che la nostra nazione abbia il diritto di difendersi, anche se qualche volta gli altri sono in disaccordo. E crediamo che l’ America rimanga una forza del bene nel mondo.”
Per chi non conosce bene gli Stati Uniti, questa breve ma centrale parte del discorso po’ apparire quanto mai retorica. Dalla Dichiarazione di Indipendenza, dalla Costituzione e dalla Carta dei Diritti fin nelle strade, nelle vecchie e nuove lapidi commemorative, le parole “libertà” e “democrazia” risuonano invece incessantemente e permeano la vita del Paese.

Alla partita dei Miami Heats contro i Los Angeles Lakers, la domenica successiva a Miami, non ho potuto nascondere la mia commozione nel vedere il pubblico dell’American Airlines Arena riversare così tanto calore a un giovane soldato in rientro dall’estero e che presenziava l’inno nazionale di apertura. E il giovane John, a Washington, è veramente convinto che il suo Paese stia esportando la democrazia nei Paesi come l’Iraq e l’Afghanistan. Anch’io ci voglio credere, ma John non risponde, o forse è solo un cenno di disappunto, quando gli faccio notare che, guarda caso, l’Iran è proprio in mezzo ai due Paesi, e nel Risiko che si sta giocando, una base in pieno Medio Oriente e un’altra in Asia sono un altro lancio di dadi guadagnato.

Fonte: http://www.meltinpotonweb.com/?q=articoli/speciale-presidenziali-usa-un-italiano-al-cpac-2008-parla-il-presidente.php

Maggio 18th, 2008

DISSONANZE 2008: festival della musica elettronica

Dissonanze 2008Sabato 10 maggio al festival internazionale della musica elettronica a Roma, Palazzo dei Congressi. E’ il famoso punto di incontro di novelle tendenze metropolitane internazionali, che fondono colori e beats in ritmiche composizioni: Dissonanze, nell’edizione 2008, si presenta con grandi nomi della scena elettronica internazionale, come Munk, Carl Craig ,Erol Alkan e Murcof. Un caleidoscopico incontro di musica , video e luci che fendono la nebbia dei fumi delle sale colme di giovani e meno giovani che si muovono a ritmo fino all’alba. Nuove espressioni sonore ma anche riproposizioni di successi recenti per un pubblico numeroso e assortito. Dentro e fuori il maestoso Palazzo dei Congressi, tutto sembra permesso. Frammisti a vistose tracce di alcol (10 euro a coktail, 5 per una Redbull) paste e fumo, anche spettatori a contemplare le opere degli artisti sulla Terrazza e nella sala interna. Quest’anno il logo di Myspace campeggia alto tra i cubi di Dissonanze, che si illuminano mutevoli sullo sfondo nero delle pareti. Un bellissimo appuntamento della capitale.

Aprile 19th, 2008

“LiveCity”: festival delle culture giovani, Salerno

E’ un sabato d’aprile. Salerno si presenta calda e viva, sfoggia tutta la sua ricchezza di umanità e semplici, banali gesti di una vita che si ripete forse da sempre.
Il lungomare è un via vai sereno di persone, famiglie, soprattutto giovani coppie. Cerco un albergo, mi accontento: Albergo S.Lucia fa al caso mio, una singola a 35 euro, una stella a 100 metri dal lungomare e a un passo dal centro storico e della movida salernitana.
LiveCity IL VIAGGIO - Salerno Festival Culture Giovani 2008Giro in lungo e in largo la città, che mi rapisce. La sera mi trattengo fino a tardi per assaporare uno squarcio di notte, ahimè solo da osservatore, ma tanto mi basta se l’alternativa era restare in mezzo al nulla a fare peggio del nulla, la gretta vita della guardia di frontiera.
Nel centro storico vengo attirato dalla musica e dalle luci verso via Canali: uno spazio urbano prestato all’arte, al dinamismo della cultura applicata, delle forme e dei colori, della manualità celata dall’editor grafico. E’ “Live City - Il viaggio”, corteo reale/virtuale, a cura del laboratorio Archabout, allestimento nell’ambito del Festival Culture Giovani di Salerno.

Sulla facciata del Palazzo Genovesi viene proiettato un “corteo elettronico” e in un cortile adiacente le immagini di una mostra sul ‘68 ribelle in Second Life. Nella piazza antistante, tra la curiosità della gente, in maggioranza giovani e giovanissimi, un pannello “vivente”, in cui disegni e foto manipolate sul momento si rincorrono per tracciare i volti della città.

Febbraio 11th, 2008

Three days in Washington D.C. 2008

For people that like round trip adventures, exploring urban jungles and meeting different people around the world.

verso william penn house washington1st day: Going to the Hostel: William Penn House, 515 East Capitol St.
At the morning take the flight to Washington (from Miami 2,30-3 hours). If you don’t have bags, you can arrive at the airport at least 2 hours before the take off and make the check-in by yourself, easily using automatic machines at the airport. Don’t forget headset, American Airlines provide movies or TV fiction all time on plane. Take your staff and go to the metro station, outside the national airport. One ticket is very expensive, i suggest you to buy immediately a one-day pass for 7.80$, ask to the gentleman at the desk. Public officers and employers are very polite and friendly in Washington. Get on the blue line and get off at Easter Market, leave the metro station and go right on the 7th street behind you, then turn left to the East Capitol street. The walk is a nice opportunity to see old fashion style houses. You can also stop at the Capitol South and go beyond the Library Congress, a big white building behind the Capitol, then turn right in East Capitol St. The holder is very kind, she’ll give you a key to go in and out to the hostel. The hostel is very small, clean and quiet, the location is very good, but if you are a backpacker you cannt find fun there. So, it’s a very good choice only for few days: two nights, that’s so!

In the afternoon I suggest to see the closest Library of Congress: the entrance and the guide is free, like all monuments and Smithsonian museums in Washington (all monuments and museums close at 5 pm). Have a look of the US Supreme Court, just on the left, then go to walk around the Capitol and the Mall, until the famous Washington monument on sunset. Take impressive photos. So, you can see the Capitol again in front of you: go left until the White House, the house of the President. So, walk around, looking fo a Starbucks coffee, and enjoy the relaxing atmosphere of Foggy Bottom. The first day is going at the end. Walk down to Pennsylvania Avenue, (Old Downton) see where the FBI building, the Old Post Office and National Archives are, and take the metro. A large mall in Pentagon City metro station could complete the first day.
2nd day: My second day started very early in the morning: 4.30 a.m. I met a guy of South Carolina, in Washington to attend the CPAC 2008, the Republicans conference. The guy is young but strongly sure of the Republican choice. He reads “More guns less crime“. I’m not a cowboy, but I love United States: at 4.30 i woke up to go to the conference with him, to see the President of the United States, Pres. Bush! A lot of young people is on the way. All people dress jacket and tie, I’m the only one dressing jeans and a green pullover. The speech of the President is so early in the morning! At 7.00 a.m. The vice-president Cheney begins: “Hi”! and the President go on with a good sense of humor: people scream, clap and laugh. The conference is in a typical “american” style! At the end of his speech, I was worried about my escape, but a huge amount of people leave the hall… in fact, youths love policy, in contrast of italian youths. But is this passion real? Why almost all attendants leave the conference when the President leaves but McCain and his staff are going to explain the electoral programme?

Now, you can have a breakfast at the hostel, then have a tour of the Capitol (free), visit one museum. I suggest the National Air and Space Museum, it’s original and impressive (especially if you have been in New York, don’t visit other museums),it shows a lot of vehicules, old and new, like the Spirit of St.Louis airborne plane and the Apollo 14 space module. It’s free, but with 7$ you can also go to see other aircrafts, first of all the Space Shuttle, but take it only if you have more than three days to visit Washington. Have a lunch at the McDonald inside the Air and Space Museum, then go to the Washington Monument. You could go up, just stay in line for a long time.. I prefered to walk down and visit the Vietnam Veterans Memorial and the Lincoln Statue. Have a break to see the beatiful landscape from the Licoln Memorial. Then go to the Smithsonian metro station, see the Holocaust Memorial Museum, then take the metro and stop at the Foggy Bottom and reach the center of the old side of Washington, Georgetown. At the end, go to sleep. If you are more strong then me, still enjoy Washington!

3rd day: If you don’t sleep until 10.00 am like me, you can visit the National Archives to see the Constitution of the United States, the Declaration of indipendence and the Bill of Rights. Just papers… :) Leave the hostel at 10.00 am, go to Arlington National Cemetery by metro. Be respectful visiting the graves, like the tomb of Kennedy and the Tomb of the Unknows. Don’t miss the change of the guard!! It’s an incredible thing! The soldiers are perfect in movements and form. Then go to the airport, few stops ahead, and wait for your flight in the late afternoon.

SaVeTheRaBbiT.nEt