Fonte: www.infolav.org
Investigatori della Swiss Animal Protection (SAP) e dell’East International hanno portato alla luce l’orrore che si consuma negli allevamenti di animali da pelliccia in Cina, pellicce esportate poi in tutto il mondo. Gli animali vengono storditi sbattendoli con forza per terra, poi ne vengono amputate le zampe, e inizia l’interminabile agonia della scuoiatura. Purtoppo la maggiorparte di questi animali rimane pienamente cosciente e continua a respirare per una decina di minuti ancora.
La produzione di pelliccie in Cina è agghiacciante: ogni anno si ricavano oltre 1,5 milioni di pelli di volpe, altrettanti di procione, l’11% della produzione mondiale di pelli di visone, incalcolabili i cani, i gatti, i conigli. Numeri importanti, perchè l’industria occidentale della moda decentra gli allevamenti in un Paese in cui non ci sono norme a tutela degli animali e la mano d’opera è a basso costo.
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