Aprile 29th, 2006

ARRESTATO IL LEADER DELL’OPPOSIZIONE IN BIELORUSSIA

Fonte: AGI, Pravda.ru, TicinoOnline

Alexander Milinkevich, a capo della opposizione contro Aleksandr Lukashenko, è agli arresti da giovedì, insieme ad altri due colleghi. E’ stato condannato sulla base della testimonianza di due ufficiali di polizia, in seguito alla manifestazione anti-governativa organizzata in occasione della celebrazione del ventesimo anniversario del disastro di Chernobyl, a cui hanno partecipato settemila persone.

Inizialmente autorizzata dallo stesso governo bielorusso in quanto ufficialmente organizzata per la ricorrenza, la manifestazione si è trasformata nel più grande corteo anti-governativo organizzato dalla fine delle proteste di piazza seguite alle elezioni presidenziali di marzo. Milinkevich è stato condannato a 15 giorni di carcere.

Da Putin è arrivato un timido invito a lavorare per la concordia interna del Paese [fonte: AGE], accolto con freddezza da Lukashenko, che ha dichiarato di non avere problemi di divisioni interne e che le proteste di USA e Europa sulla regolarità delle passate elezioni sarebbero solo di facciata.

Leggi: Belarussians want Lukashenko to rule Russia too

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Aprile 29th, 2006

IL GIAPPONE VUOLE LA CACCIA COMMERCIALE DELLE BALENE

Articolo tratto da: LAV-lega antivivisezione

La LAV esprime preoccupazione per il possibile rischio di un colpo di mano del Giappone, interessato ad assumere il controllo della Commissione Internazionale sulle Balene (IWC) e consentire così la riapertura della caccia “commerciale” ai grandi cetacei, vietata in tutto il mondo da vent’anni.

“L’atteggiamento aggressivo del Giappone, già visibile nell’ultimo meeting della Commissione Internazionale Baleniera, svoltosi quasi un anno fa in Corea, si starebbe ora concretizzando con l’acquisto di voti dei Paesi membri più piccoli, tramite pacchetti di aiuti esteri, per costruirsi una maggioranza nella Commissione e giungere alla revoca della moratoria sulla caccia commerciale – dichiara Maria Teresa D’Agostino, responsabile LAV settore pesca e itticoltura - Questo sarebbe un gravissimo danno per i cetacei, di cui molte specie sono in via d’estinzione, anche a causa del metodo cruento con cui vengono uccisi.”

Il Giappone ha dichiarato di voler raddoppiare la sua caccia alle balene Minke - da 440 a 850 l’anno - e di voler estendere la caccia a specie minacciate, avanzando discutibili motivazioni scientifiche.
La caccia alle balene, nonostante la moratoria della caccia a scopo commerciale, stabilita nel 1986 dall’IWC, continua ogni anno a uccidere 1400 grandi cetacei, a opera di balenieri norvegesi e giapponesi, in operazioni di caccia cosiddetta “scientifica”. A Norvegia e Giappone - paesi in cui la carne dei grandi cetacei è liberamente consumata - nel 2003 si è aggiunta l’Islanda che ha ucciso nello stesso anno oltre 30 balenottere per discutibili scopi di “ricerca”.

“L’appello della LAV è che la Commissione Baleniera Internazionale possa operare scelte più decise in funzione anticaccia, prima che la politica dell’acquisto dei voti da parte del Giappone porti a gravissimi danni - prosegue Maria Teresa D’Agostino - Il Giappone non tiene in alcuna considerazione il fronte sempre più ampio di dissenso internazionale nei confronti della caccia alle balene, nega l’evidenza scientifica di intere popolazioni di questi cetacei ormai al collasso e non considera in alcun modo le implicazioni etiche di questo tipo di caccia cruenta che, a causa delle dimensioni di questi mammiferi, non consente la pratica di una morte che sia almeno rapida e indolore”.

Il metodo di uccisione impiegato per la caccia alla balena, l’arpione a granata di pentrite, si è dimostrato inefficace nel provocare quella che dal 1957 l’IWC ha definito “uccisione umana”: il processo per cui gli animali sono resi immediatamente insensibili fino al sopraggiungere della morte. Da quell’anno, infatti, la Commissione Baleniera (IWC) si occupa di esaminare i problemi relativi al benessere animale. L’esplosione della granata di pentrite, progettata per esplodere all’interno del corpo della balena, crea un’ampia ferita, di almeno 20 cm di larghezza, le cui dimensioni triplicano quando gli ardiglioni dell’arpione si uncinano nel corpo della balena. Malgrado la potenza dell’arpione esplosivo, per “finire” le balene, ma anche come metodi di uccisione primari, si ricorre spesso ad altri strumenti, come fucili o arpioni non esplosivi.

Aprile 29th, 2006

SANZIONI ECONOMICHE AL REGIME SUDANESE PER LE STRAGI NEL DARFUR

Fonte:  MISNA

Bush muove i primi passi per porre fine al genocidio in atto nel Darfur dal febbraio del 2003. Qualunque siano gli interessi in gioco, senza dubbio è la prima mossa seria nello scaccchiere modiale per la pace in Sudan. Il presidente statunitense giovedì scorso ha disposto infatti il congelamento dei beni di coloro che rappresentano una minaccia al processo di pace per il Darfur o alla stabilità della regione in quanto rappresentano una minaccia anche per la politica estera statunitense.
Il decreto esecutivo proibisce inoltre alle aziende statunitensi di stipulare contratti e accordi economici con i destinatari delle misure restrittive.

Martedì scorso il Consiglio di Sicurezza dell’ONU aveva approvato, con le astensioni di Cina, Russia e Qatar, una risoluzione che imponeva simili restrizioni nei confronti di 4 sudanesi accusati di crimini di guerra: Gaffar Mohammed El Hassan, comandante della regione occidentale dell’aviazione sudanese, Adam Yacub Shant, comandante dell’ Esercito di liberazione del Sudan, Gabril Abdul Kareem Badri, capo dellìantigovernativo Movimento nazionale per le riforme e Sheikh Musa Hilal,uno dei capi dei “Janjaweed”, le milizie arabe che vessano la popolazione nera del Darfur con l’appoggio dell’esercito sudanese.

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Aprile 29th, 2006

IL PRIMATO DELL’UOMO SECONDO ZAPATERO

Fonte:  El Pais, ACI Prensa, El Periodista digital

Per la prima volta in Europa, il Parlamento ha avanzato la proposta di riconoscere alle grandi scimmie antropoidi, come i gorilla e gli scimpanzè, i diritti fondamentali alla vita, alla libertà, a non essere torturati, a non essere schiavizzati.

La proposta del Gruppo Socialista (PSOE), ha scatenato reazioni contrastanti nello scenario politico, etico e filosofico europeo. Non si è fatta attendere la condanna della Chiesa, che da sempre riconosce all’uomo il primato sulla Terra.  Sul versante laico diverse sono le opinioni in merito al riconoscimento dei diritti fondamentali ai primati, che apre la strada all’equiparazione degli animali all’uomo.

In effetti anche i più scettici non possono negare l’evidente somiglianza biologica degli antropoidi all’uomo, da noi differenti per il solo 2% del nostro patrimonio genetico. Certo, si potrebbe obiettare, è quel 2% che permette l’esistenza degli Einstein e dei Pascal. Eppure, non v’è dubbio, l’etologia ha colmato ancor prima della genetica, il solco che separa l’uomo dagli altri primati.

Ma allora il limite di questa proposta, che pure obbliga l’uomo a riconoscere il proprio legame continuativo con il mondo animale, è quella di voler stabilire il primato laico degli antropoidi sulle altre specie animali.  Ancora una volta si tende a rispettare ciò che è simile all’uomo, affermando quindi una visione antropocentrica della vita sulla Terra, negando alle creature a noi dissimili il diritto ad essere rispettate in quanto esseri viventi. Perchè tanta attenzione per le grandi scimmie, e nessuna menzione per i tori della Spagna, crudelmente torturati nelle corride?

E’ forse la capacità di soffrire, la vera discriminante tra gli esseri viventi?

Leggi: Zapatero a capo dell’esercito delle 12 scimmie

Aprile 29th, 2006

WASHINGTON PREME PER LA FINE DELLE PERSECUZIONI CONTRO GAO ZHISHENG

Fonte: Washington Post, Washington Post (Votes database)

Il Congresso americano ha votato il 26 Aprile una risoluzione nella quale si chiede al governo cinese di permettere all’avvocato Gao Zhisheng, noto in Cina per la sua attività in favore del rispetto dei diritti umani, di riprendere la sua attività. 

Le autorità governative hanno infatti revocato al professionista le licenze per l’esercizio dell attività del suo studio legale. Lo studio di Gao si è distinto nella difficile lotta contro la repressione del governo centrale di Pechino, per il rispetto dei diritti civili e politici della popolazione cinese e per la campagna di informazione sui diritti dell’uomo. La Corte di Giustizia di Pechino ha firmato la sospensione dell’attività dello studio legale circa un anno fa, ritenendo Gao colpevole di aver indirizzato una lettera al Presidente Hu Jintao nella quale si chiedeva la fine della persecuzione del movimento del Falun Gong, dapprima considerato dal governo un “culto del diavolo” e oggi classificato dall’intelligence di Pechino (dopo gli slogan urlati contro il Presidente cinese in visita alla Casa Bianca), come un “movimento sovversivo anti-governativo”.

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Aprile 27th, 2006

VINCE LA DEMOCRAZIA IN NEPAL: IL RE RESTITUISCE LA DIGNITA’ AL PARLAMENTO E I MAOISTI DEPONGONO LE ARMI

 

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Aprile 23rd, 2006

IL FUTURO DEL NEPAL SI SCRIVE COL SANGUE

Il Nepal si avvia a una svolta. Non è facile dire se sarà positiva o meno per la popolazione del piccolo e povero Stato alle pendici dell’Himalaya.

I 14 morti delle manifestazioni di queste ultime due settimane, sono il prezzo che il movimento democratico ha dovuto pagare perchè il resto del mondo vi puntasse i riflettori. Purtroppo, ancora una volta, solo il sangue è riuscito a catturare l’attenzione dei media, soprattutto quelli italiani.

Ma chi ha seguito le news di SaVeTheRaBbiT.nEt sa che le associazioni per i diritti umani e le diplomazie statunitensi, inglesi e indiane denunciavano il golpe assolutista del re Gyanendra dal febbraio 2005, ignorate però dalla stampa e dai tg italiani.

Ora che il re Gyanendra ha proposto alla coalizione di opposizione di designare un nuovo primo ministro e ha promesso di restaurare la monarchia costituzionale, consegnando il potere esecutivo al popolo, il mondo si interroga sul futuro prossimo venturo del Nepal.

Le opposizioni hanno infatti rifiutato l’apertura ambigua del monarca - che non ha definito il modo e i tempi della riforma- e ne hanno chiesto le dimissioni: circa 200.000 persone manifestano per le strade della capitale,nonostante il coprifuoco, diretti verso il palazzo reale protetto dalle forze di sicurezza. E’ evidente che il popolo nepalese attende ormai le scuse del re e la sua uscita dalla scena politica, dopo la presa del potere assoluto di una delle più antiche monarchie costituzionali del mondo.

Ma al Nepal guardano con preoccupazione anche Stati Uniti, India e Cina.

I ribelli maoisti potrebbero facilmente cogliere l’occasione della caduta del re per occupare in forza i centri di potere per instaurare una repubblica popolare. Le forze maoiste controllano già ora il 50% del Paese. L’India considera il Nepal una sorta di protettorato, avendo formato gli ufficiali dell’Esercito Reale Nepalese nelle proprie scuole ed essendo la popolazione per l’80% induista. Stati Uniti e India hanno cessato ogni forma di sussidio militare dopo il febbraio 2005. Il re Gyanendra si è rivolto allora alla Cina e al Pakistan, che hanno risposto positivamente fornendo armi ed aiuti economici. La Cina non vuole infatti che si instauri un governo maoista nel piccolo paese himalayano, che dovrebbe diventare invece un cuscinetto contro l’espansione politica ed economica indiana nel Sud-Est asiatico.

Ora il futuro del Nepal si gioca sulla fedeltà delle forze di sicurezza al re Gyanendra.

Aprile 20th, 2006

HU JINTAO VISITA GLI USA: TIBETANI E FALUN GONG METTONO IN MOSTRA GLI ORRORI DELLA CINA

Fonte: Epoch TImes, Reuters

E’ in corso negli Stati Uniti la visita del Presidente cinese Hu Jintao. Dopo aver incontrato il magnate dell’Informatica Bill Gates, si è recato oggi alla Casa Bianca per tenere una conferenza stampa insieme al Presidente Bush. La sua presenza sul suolo statunitense ha scatenato un’ondata di manifestazioni e cortei  con l’intento di denunciare ai media internazionali le atrocità commesse contro le minoranze in Cina, come i praticanti del Falun Gong e i buddisti tibetani. Al momento dell’intervento di Hu Jintao, Wang Wenyi, giornalista e attivista del movimento del Falun Gong, ha gridato più volte uno slogan contro il Capo di Stato cinese, che è stato costretto alla sospensione imbarazzata della conferenza, fino all’intervento di un agente della sicurezza che ha allontanato la donna.

Al di fuori della Casa Bianca le manifestazioni di attivisti per i diritti dei tibetani, taiwanesi e cinesi hanno continuato fino al termine del confronto. Bush ha elogiato l’economia cinese, ma ha chiesto maggiori garanzie per il rispetto dei diritti umani e civili in Cina.

L’altro ieri la British Transplantation Society (Bts) aveva confermato l’esistenza di prove sempre più importanti che confermerebbero il prelievo sistematico degli organi destinati al trapianto dai condannati a morte. La coincidenza di domanda di organi da destinare al trapianto e l’esecuzione delle condanne a morte in alcuni campi di lavoro, come a Shenyang, sarebbe oltremodo raccapricciante. Epoch Times riporta infatti alcune trascrizioni di dialoghi intercettati tra lo staff medico di ospedali cinesi e persone in attesa di trapianto, nei quali  si garantisce al paziente il rapido reperimento di fornitori di organi.

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Aprile 20th, 2006

APPELLO ALLA COMUNITA’ INTERNAZIONALE PER LA DEMOCRAZIA IN NEPAL

Fonte; Insn, Asianews,

Nel 14° giorno di sciopero generale, a Jhapa (Nepal orientale) si contano quattro morti e centinaia di feriti per il fuoco indiscriminato delle forze di sicurezza che fanno un uso eccessivo della forza per spaventare i manifestanti. Organizzato dai partiti di opposizione,lo sciopero generale ha visto giornalisti, giudici, studenti , insegnanti, operai, e attivisti per i diritti umani marciare insieme per le strade del Paese. Il protrarsi delle giornate di sciopero, sta paralizzando però anche l’economia del Paese, e i contadini e i dipendenti statali sono quelli che ne incominciano a subire le conseguenze maggiori, legate all’aumento dei prezzi e alla difficoltà di reperire beni di prima necessità. Intanto Amnesty International, Human Rights Watch, e International Commission of Jurists lanciano un appello alla comunità internazionale per accellerare la risoluzione del conflitto in Nepal, applicando severe sanzioni economiche e diplomatiche al governo di Kathmandu [fonte: Human Rights Watch]

Aprile 15th, 2006

OMBRE CINESI SOTTO IL SOLE DEL DARFUR

Fonte: LibertadDigital, Radical Party

Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU difficilmente riuscirà ad approvare una nuova risoluzione sulla crisi del Darfur. Nessun responsabile sudanese verrà forse mai sottoposto a sanzioni diplomatiche, nonostante Stati Uniti e Gran Bretagna ne stiano preparando una lista . Il motivo è l’opposizione tenace e pluriennale della Cina.

Quali interessi ha la Cina in Sudan? Come la Francia si schierò contro l’intervento armato in Iraq per tutelare i propri contratti petroliferi con il dittatore Saddam Hussein, così la Cina, grande importatrice di petrolio sudanese (circa il 70% del petrolio sudanese), ha annunciato di voler opporre il proprio veto a eventuali sanzioni contro il governo di Karthoum. La China National Petroleum, di propietà statale, è azionista di maggioranza (40%) della Greater Nile Petroleum Oil Company (GNPOC),che controlla due dei più importanti campi petroliferi della provincia sudanese dell’Alto Nilo Occidentale e il bacino di Melut, ad est del Nilo. La China Petroleum Engineering and Construction (CPEC), sempre di proprietà statale, ha costruito un oleodotto che va dai giacimenti della GNPOC al Mar Rosso e un complesso di raffinerie nei pressi di Karthoum.  Anche la cinese Sinopec sta costruendo un oledotto a Port Sudan, nel Mar Rosso. Quasi tutti i giacimenti della regione meridionale del Darfur sono gestiti dalle compagnie cinesi per un investimento totale nel Paese che si aggira sui 10 miliardi di dollari.
In cambio del petrolio Pechino fornisce al governo sudanese appoggio diplomatico e una notevole quantità di armi, compresi elicotteri, aerei e veicoli militari, e ha inondato il Darfur di mine antipersona. Si stima che fino all’80% dei petrodollari del Sudan vengano destinati al mercato delle armi, mentre la popolazione rimane una delle più povere del mondo.
Anche le industrie di armi leggere del Paese sono state costruite con l’aiuto di Pechino, che ha anche fornito in supporto eliporti e tecnici delle proprie compagnie petrolifere.
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