Giugno 30th, 2006

LUIS ECHEVARRIA AGLI ARRESTI: LA “GUERRA SUCIA” IN MESSICO HA UN COLPEVOLE

Fonte: ElUniversal, LaCronica, Monografias

Il magistrato José Angel Mattar ha ordinato oggi, a due giorni dalle elezioni presidenziali, l’arresto dell’ ex Presidente messicano Luis Echevarria (1970-1976), con la pesante accusa di genocidio. Il capo d’accusa fa riferimento alla repressione della manifestazione studentesca del 2 ottobre 1968, sulla quale Esercito e forze paramilitari aprirono il fuoco, ma la cosiddetta “guerra sucia“, che fu combattuta tra il 1968 e i primi anni ‘80, causò la morte e la scomparsa di almeno 532 persone tra studenti, contadini ed esponenti politici di sinistra. Almeno 275 di questi furono probabilmente giustiziati. I movimenti armati di estrema sinistra furono 29 (la più grande era la Liga Comunista 23 de Septiembre), con circa 2000 militanti che si finanziarono con i riscatti ricavati dal sequestro di imprenditori e uomini politici vicini al governo.

Per motivi di età (84 anni) gli sono stati concessi gli arresti domiciliari. Questo è l’unico provvedimento rilevante della Commissione d’inchiesta sui crimini del passato, istituita nel 2002 dall’attuale Presidente Vincente Fox. Associazioni per i diritti umani, come Amnesty International hanno fortemente criticato l’operato della Commissione che non aveva mai pronunziato nessuna condanna in 4 anni di indagini.

Giugno 30th, 2006

IL SUBCOMANDANTE MARCOS CONTRO GLI INTELLETTUALI DA SALOTTO

Fonte: LeMonde, La Jornada

Il 26 giugno scorso, il Sub-Comandante Marcos ha parlato dall’anfiteatro della Scuola Nazionale di antropologia e di storia del Messico e ha preso definitivamente le distanze dagli intellettuali “chiclosos“, che in Italia potremo definire come intellettuali “della sinistra dei salotti”.

Il divorzio si è consumato in seguito alle accuse del Sub a tutta la classe di politici messicani, definiti una “banda di ladri”, compreso il candidato per la sinistra Andres Manuel Lopez Obrador. Questo ha scatenato le critiche di gran parte della classe intellettuale, che sostiene Lopez Obrador per le elezioni presidenziali del prossimo 2 luglio.

Leggi: La Federazione Internazionale dei Diritti Umani esprime al Presidente Fox preoccupazione per le violenze di Atenco e Oaxaca (es)

Giugno 30th, 2006

BAMBINI SOLDATO: BAMBINI SENZA SOGNI

Fonte: Human Rights Watch, IHT

I bambini soldato, arruolati in forze combattenti regolari o irregolari, sono minori, anche di sesso femminile, spesso vittime di violenze sessuali e maltrattamenti, che vengono usati come oggetti di scambio, venduti come schiavi o destinati al matrimonio forzato.

In Burundi, diverse decine di ex bambini-.soldato, che combattevano nelle fila dei gruppi ribelli della National Liberation Forces, sono rinchiusi in carcere senza che vengano loro assicurati programmi di riabilitazione e reintegrazione nella società. Alcuni di essi, tra cui bambini di meno di 13 anni, vengono anche usati dal governo per individuare e identificare i ribelli, esponendoli a grave e immediato rischio e rendendone più difficile il reinserimento nella società.

La guerra civile in Burundi,  è finita nel 2000, con l’accordo di pace di Arusha. Attualmente il FNL rimane l’unico gruppo combattente di ribelli, e i bambini soldato che vi sono arruolati non godono dei programmi di recupero come gli altri bambini soldato.

In Congo, nonostante la presenza delle forze di pace internazionali, continuano le violenze sui bambini: stupri, rapimenti, arruolamenti forzati, soprattutto da parte dei soldati congolesi e dalle forze di polizia del Paese. A denunciarlo è Kofi Annan, Segretario Generale delle Nazioni Unite, alcuni giorni fa.  Sono noti almeno 26 casi di arruolamento di minori nelle forze di sicurezza congolesi, solo nell’anno scorso.

In Congo, la guerra civile è ufficialmente terminata con il trattato di pace del 2002 tra le forze ribelli e il governo. Ad oggi si contano quattro milioni di morti, la maggior parte della quale per fame e malattie provocate dal conflitto, ma  sono ancora 1000 i civili che muoiono ogni giono. Il prossimo mese si terranno le prime elezioni multipartitiche dal 1965.

Approfondisci:

  1. War Child International
  2. UNICEF (childsoldiers)

Articoli correlati:

Giugno 29th, 2006

CRISI DEL DARFUR: A RISCHIO ANCHE IL CHAD

Fonte: Misna, Reuters

Jean-Marie Guéhenno, a capo delle operazioni per il mantenimento della pace dell’ONU, ha espresso l’intenzione di voler dispiegare almeno 17.000 caschi blu nel Darfur entro il gennaio 2007. La notizia è stata data in seguito alla dichiarazione da parte dell’Unione Africana di un probabile ritiro della sua forza di pace dalla regione per assenza di fondi. Il dispiegamento delle forze ONU non potrà avvenire però senza il consenso del governo di Karthoum, che per ora ha mostrato di voler accettare solo un prolungamento della missione dell’Unione Africana.

Amnesty International ha inoltre denunciato che il conflitto nel Darfur rischia di estendersi nella parte orientale del Chad, se le Nazioni Unite non dispiegheranno al più presto dei peacekeepers lungo il confine, da entrambi i lati. Centinaia di civili nel Chad hanno infatti già subito le violenze delle milizie arabe Janjaweed, e Amnesty teme che, se i caschi blu verranno inviati solo nel Darfur, le milizie si spostino nel Paese confinante, aggravando la crisi umanitaria della regione.

I rifugiati sudanesi in Chad, provenienti dal Darfur, se si considerano solo quelli distribuiti in una dozzina di campi dell’ UNHCR, sono 213.000. 50.000 sono invece quelli che hanno dovuto abbandonare le loro abitazioni nella parte orientale del Chad in seguito ai continui attacchi delle milizie arabe oltre il confine sudanese [fonte: UNHRC].

Giugno 24th, 2006

MIGLIAIA DI BAMBINI SOLDATO “INVISIBILI” IN COLOMBIA

Fonte: Reuters 

Il Generale Ispettore Edgardo Maya ha denunciato che migliaia di bambini soldato colombiani, i quali dovrebbero beneficiare dei programmi statali di reinserimento nella società civile, vengono invece ignorati dal governo.

L’ alto Ufficiale Colombiano ha reso noto che solo 212 bambini sono stati affidati alla protezione dello Stato dai gruppi paramilitari, come parte della smobilitazione di circa 30.000 combattenti, programmata in cambio di sconti di pena per i crimini di cui sono stati riconosciuti colpevoli: stupro, stragi, tortura. I comandanti dei paramilitari avrebbero congedato tali bambini prima della smobilitazione vera e propria, per evitare il triste spettacolo dell’addio alle armi dei bambini soldato, la cui cerimonia è stata trasmessa in televisione l’anno scorso.

Secondo le Nazioni Unite almeno 11,000 bambini sono stati impiegati nei gruppi combattenti che si sono affrontati in 40 anni di guerriglia. Le milizie paramilitari di destra arruolarono circa il 20% di bambini, ma erano i gruppi  rivoluzionari maoisti a detenere il triste primato dei bambini soldato. Le milizie paramilitari furono infatti create negli anni 80 dai latifondisti per proteggere le loro proprietà dalla guerriglia rivoluzionaria maoista.

La Colombia è il secondo Paese al mondo, dopo il Sudan, per percentuale di sfollati: oltre tre milioni di persone sono state costrette a lasciare la loro casa in seguito a minacce, violenza, combattimenti tra le forze paramilitari (FARC,ELN,milizie di destra),e tra i produttori di cocaina e le forze governative. Almeno 35.000 persone sono state invece uccise negli ultimi 15 anni (fonte: Reuters).

Articoli correlati:

Giugno 24th, 2006

I CANILI LAGER. IL MIGLIORE AMICO DELL’ UOMO? SEDOTTO E ABBANDONATO

Fonte: LAV

Sono 140.000 i cani abbandonati ogni anno in Italia. Il giro d’affari che ruota intorno al fenomeno è stimato a circa 500 milioni di euro l’anno (stima LAV delle sovvenzioni pubbliche ai canili e ai rifugi), in quanto la legge (281/91), che ha abolito la pena di morte per gli animali d’affezione, prevede la costruzione di canili sanitari e rifugi, la cui gestione viene spesso affidata dai Comuni ai privati. Per ogni animale affidato, i Comuni pagano fino a 7 euro al giorno: cento cani sono 700 euro al giorno.. L’adozione di un cane, in questi canili, è solo una perdita per gli amministratori senza scrupolo.

E’ così che nascono i canili lager, denuncia la LAV. Colpa di una legge, valida nei principi ma insufficiente da un punto di vista pratico, perchè mancano i vincoli e i controlli sui canili (qualità, numero di cani,apertura al pubblico, incentivi all’adozione). Per questo la Lav sta proponendo una petizione, da firmare entro il 31 marzo 2007.

Tra i problemi riscontrati dalle forze dell’ordine, ci sono sovraffollamento, carenze di cibo e acqua, elevata mortalità dei cani, strutture fatiscenti, maltrattamenti, nascite incontrollate. Tra i canili denunciati dalla LAV: canili di Taranto e di Statte, canile di Bella (Brindisi), canile “Tre querce” (Montelibretti-Roma).

Attivati:

Giugno 21st, 2006

I MILLENIUM DEVELOPMENT GOALS IGNORANO LE COMUNITA’ INDIGENE

Fonte: BBC NEWS EUREKALERT

Nel settembre 2000, gli Stati delle Nazioni Unite hanno sottoscritto la “Millennium Declaration 2000“, un impegno della comunità internazionale a dimezzare la povertà nel mondo entro il 2015.
La Dichiarazione del Millennio fissa 8 obiettivi di sviluppo (Millenium Development Goals):
1) Dimezzare la percentuale di persone che vivono sotto la soglia della povertà;
2) Assicurare un ciclo completo di istruzione primaria a tutti i bambini del mondo;
3) Eliminare tutte le disparità tra uomo e donna nell’istruzione e nel mondo civile;
4) Ridurre di due terzi la mortalità infantile sotto i 5 anni di età;
5) Ridurre di tre quarti il tasso di mortalità materna;
6) Invertire la tendenza alla diffusione dell’HIV/AIDS;
7) Garantire la conservazione ambientale e delle risorse naturali e dimezzare il numero di persone che non hanno accesso all’acqua potabile;
8) sviluppare un’alleanza globale per lo sviluppo;

http://maurobiani.splinder.com/Come si può osservare, gli MDGs non prendono in considerazione il problema della sopravvivenza delle popolazioni indigene, che corrono oggi il serio rischio di scomparire, secondo quanto affermano gli autori di una inchiesta apparsa sul Lancet a fine maggio. I ricercatori della London School of Hygiene and Tropical Medicine (LSHTM), accusano gli Stati delle Nazioni Unite di voler attuare delle politiche internazionali che ignorano totalmente le necessità delle minoranze, come le comunità indigene, poichè puntano sui grandi numeri della popolazione.
Gli indigeni, che costituiscono circa il 6% della popolazione mondiale, cioè un “nulla” statistico, godono in effetti di condizioni di salute peggiori rispetto alle popolazioni non indigene, che vanno a incidere pesantemente sulle aspettative di vita e sul numero di suicidi, di casi di abuso di alcol e droga, di malattie infettive e cardiache.
Non da meno sono i problemi legati alle persecuzioni, alla violazione sistematica dei diritti umani e dallo sfruttamento delle risorse naturali del territorio, in quanto costituiscono minoranze spesso anonime e invisibili all’opinione pubblica, soprattutto in Paesi asiatici, africani e dell’America Latina.
Insieme alle comunità indigene di tutto il mondo, rischia di scomparire anche l’insostituibile conoscenza dei medicinali e delle risorse dell’ambiente in cui vivono,nonchè le tradizioni e i costumi che arricchiscono e rendono oggetto di studi e scoperte sempre nuove la natura umana (fonte: Eurekalert). Anche le associazioni ambientaliste, come il WWF, uno dei più grandi fondi mondiali per la natura, stanno sviluppando numerosi progetti di salvaguardia di specie e habitat a rischio perseguendo la crescita culturale e sociale delle comunità indigene che con quelle specie condividono da sempre le risorse e il territorio (fonte: Panda n°5, maggio 2006).

Leggi: La Millenium Campaign e l’Italia

Giugno 20th, 2006

I TG ITALIANI SONO INDIFFERENTI A TUTTE LE CRISI UMANITARIE. SOLO UN’ ORA PER IL DARFUR NEL 2005

Tratto da: Italian Blogs For Darfur

Nel gennaio 2006 Medici senza Frontiere ha presentato il secondo rapporto dell’Osservatorio Crisi Dimenticate: un’iniziativa in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia, che ha effettuato un’analisi qualitativa e quantitativa dello spazio che le principali edizioni (pranzo / sera) dei TG nazionali di RAI, Mediaset e La7 hanno dedicato alle emergenze umanitarie nel corso del 2005. Dal loro sito si può leggere:

“Entrando poi nel dettaglio delle dieci crisi umanitarie più ignorate, anche nei nostri TG queste hanno trovato poco spazio:

  • 1 ora e 37 minuti al fenomeno AIDS in generale (di cui 1 solo minuto dedicato alla lotta all’AIDS in Africa);
  • 1 ora e 24 minuti dedicati alla Somalia (di cui 2 soli minuti sono stati dedicati agli scontri e alle tensioni che affliggono la popolazione civile);
  • 48 minuti dedicati alla crisi in Cecenia;
  • 28 minuti alla situazione in Colombia;
  • 21 minuti ad Haiti, ma solamente al sequestro lampo di una donna di origine italiana;
  • 8 minuti alla guerra in Congo;
  • 7 minuti alla situazione in Sud Sudan;
  • 4 minuti alla guerra in Uganda;
  • 0 minuti ai conflitti interreligiosi in India nord-orientale;
  • 0 minuti alla situazione in Costa d’Avorio.

Pochissimo spazio è stato inoltre dedicato ad altre gravi crisi umanitarie:
poco più di un’ora alla tragedia del Darfur, dove due milioni di sfollati continuano a vivere in una condizione di estrema precarietà, sottoposte a violenze e tensioni permanenti;
sei minuti all’epidemia di malaria, che ogni anno provoca oltre un milione di morti;
due minuti alla situazione in Angola e a quella in Zimbabwe. ”

Â

Giugno 20th, 2006

LA MUTTAWA, POLIZIA RELIGIOSA DELL’ ARABIA SAUDITA, ARRESTA QUATTRO CRISTIANI

Fonte: Asianews.it, Viaggiare Sicuri, The religious Policeman

In Arabia Saudita è proibito ogni altro credo religioso al di fuori dell’ Islam fondamentalista wahaabita, ed è fatto divieto anche ai visitatori di indossare o esporre simboli religiosi quali crocifissi e bibbie, ma anche altri simboli riconducibili a pratiche magiche.

La “Commissione per la prevenzione del vizio e la promozione della virtù″ è l’organo garante del rispetto delle virtù islamiche. Ad essa risponde la muttawa, la polizia religiosa saudita,conosciuta per la sua violenza e intransigenza, che vigila sulla diffusione di droga, prostituzione, alcol, impedisce che donne e uomini non sposati si incontrino in luoghi pubblici e che altre religioni vengano praticate in territorio saudita. Alcuni esempi: la conversione di un musulmano può essere punita con la morte, mentre una donna colta in compagnia di un altro uomo che non sia il figlio o il padre, il marito o il fratello, è punita con la fustigazione e la deportazione. L’ 11 marzo 2002 almeno 15 studentesse di Makkah morirono in un incendio, perchè la polizia religiosa impedì ai vigili del fuoco, essendo loro uomini non imparentati con le ragazze, di entrare nell’edificio in fiamme per salvarle.

Anche le donne straniere, come quelle locali, devono indossare l’ abaya, la tunica che copre l’intero corpo, ma spesso viene loro concesso di scoprire il capo. È proibito inoltre alle donne condurre qualsiasi tipo di veicolo. Al bando anche la danza, il cinema, il teatro e la musica in pubblico.

Negli ultimi anni, sotto le pressioni internazionali, è stato formalmente riconosciuto il diritto a praticare altre religioni in privato,  ma la muttawa continua ad arrestare e torturare persone sorprese a praticare altri culti anche se in privato.

E’ quanto è successo a 4 africani cristiani a Jeddah, lo scorso 9 giugno. I due etiopi e i due somali che guidavano un gruppo di fedeli durante una funzione religiosa nella loro abitazione, sarebbero ancora detenuti in un carcere per immigrati di Jeddah.

Leggi: The religious Policeman

Â

Giugno 19th, 2006

TRENTA ANNI FA GLI STUDENTI DI SOWETO SI RIBELLARONO AL GIOGO DEL REGIME

Fonte: Le Monde, Afrik

Il 16 giugno 1976, la coraggiosa protesta degli studenti di Soweto, il ghetto nero di Johannesburg in Sud Africa, veniva repressa nel sangue dal regime d’ apartheid. Trenta anni dopo, il Presidente Thabo Mbeki ne ha celebrato la ricorrenza, guidando una lunga marcia per le strade della città.
La marcia pacifica di migliaia di studenti, che protestavano contro l’insegnamento obbligatorio della lingua degli oppressori nelle scuole sud-africane, terminò con la morte violenta di 23 manifestanti e in particolare di un tredicenne, prima vittima della triste giornata, scatenando una grande mobilitazione internazionale contro il regime razzista sudafricano e accendendo numerose altre manifestazioni in tutto il Paese. Alla fine del febbraio 1977, secondo le cifre della polizia del tempo, si contavano 575 morti, 87 dei quali morti in carcere per le sevizie subite.
Nel 1994 si pose fine al regime di segregazione razziale in Sud Africa con le prime elezioni multirazziali del Paese.

Approfondisci: History of South Africa in the apartheid era

| Next Entries »
SaVeTheRaBbiT.nEt