Luglio 24th, 2006

LA PFIZER USO’ BAMBINI NIGERIANI COME CAVIE

Fonte: Eguaglianza Animale

Dopo 5 anni di clandestinità, emerge un dossier nigeriano del 2001( pubblicato dal The Washington Post il 7 maggio 2006) sugli esperimenti condotti dalla società farmaceutica americana Pfizer su almeno 100 bambini nigeriani affetti da meningite. All’insaputa dei loro genitori, nel 1996, sarebbe stato testato un nuovo potente antibiotico, il Trovan, poi immesso in commercio nel 1997 e  sottoposto a forti restrizioni di impiego nei Paesi Occidentali,due anni dopo,per gravi effetti tossici. In Europa il farmaco è vietato. Il governo nigeriano ha accusato il colosso farmaceutico di aver violato la legge nigeriana, oltre alla Dichiarazione internazionale di Helsinki sull’etica della ricerca medica e alla Convenzione delle Nazioni Unite per i diritti dei bambini(fonte:MolecularLab). La Pfizer respinge ogni accusa.  In seguito il governo statunitense ha proposto nuove norme per la sperimentazione etica dei farmaci nei Paesi in via di sviluppo, in risposta al dossier nigeriano (fonte: The Washington Post).

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Luglio 24th, 2006

L’ ARTICO A RISCHIO PETROLIO

Fonte:  Econologie

La Danimarca apre a nuove concessioni per l’esplorazione petrolifera nell’Artico, regione già in parte compromessa dal riscaldamento terrestre e dall’inquinamento: mutazioni, cannibalismo, ermafroditismo, rischio di estinzione, sono già stati accertati tra gli animali che abitano la fragile regione artica.
Ora,15 compagnie petrolifere si sono messe in lista, pronte a sondare i territori presso la baia di Disko, che ospita il ghiacciaio di Ilulissat, patrimonio mondiale dell’Unesco.  L’anno scorso la compagnia canadese EnCana si era aggiudicata la prima concessione per la ricerca e lo sfruttamento di giaciementi petroliferi in Groelandia, a 250 km a ovest dalla capitale Nuuk.

Approfondisci: Petrolio dalla Groenlandia

Luglio 21st, 2006

DARFUR: NIENTE ACQUA, NIENTE PACE

Fonte: ENN

women collecting potable waterSecondo un illustre economista internazionale, non ci saranno possibilità di giungere alla pace in Darfur finchè non ci sarà un’equa distribuzione delle risorse idriche tra i ribelli e il governo sudanese.
Lo ha affermato lunedì scorso Jeffrey Sachs, direttore dell’ Earth Institute della Columbia University, durante una conferenza sui cambiamenti climatici.
La guerra scatenatasi tre anni fa nel Darfur sarebbe da attribuire non solo a motivi etnici e politici, ma anche e soprattutto alla disputa per il controllo delle risorse idriche, in seguito alla crescita della popolazione negli anni ‘80, che ha scatenato una continua lotta tra contadini stanziali e pastori nomadi della regione.
In general, crises like these are viewed through the optic of geopolitics and the military. … But when you are dealing with very hungry people and desperately poor people, unless you also put forward a realistic and viable development option, you can’t make peace” ha detto Sachs.
Il conflitto tra i ribelli e il governo sudanese dura da tre anni, e più accordi di pace sono stati firmati, ma gli scontri continuano: nei primi 10 giorni di luglio, ben 8.000 civili hanno dovuto abbandonare i loro villaggi a causa dell’esarcebarsi degli scontri tra le due fazioni dell’Esercito di Liberazione del Sudan, il principale gruppo di ribelli del Darfur. Le due fazioni si sono create in seguito alla firma dell’accordo di pace con il governo sudanese, in Maggio, allorquando una parte della SLA, così come l’altro gruppo di ribelli,il Movimento per l’uguaglianza e la giustizia (Jem), si rifiutò di sottoscrivere l’accordo, ritenendolo insoddisfacente (fonte: Reuters).

Approfondisci: Population,Land and Conflict

Luglio 16th, 2006

IL NEPAL CHIEDE AIUTO ALL’ ONU

 Fonte: INSN

Agli inizi del prossimo anno i nepalesi dovranno eleggere la nuova Assemblea Costituente del Paese. Le date non sono state ancora fissate ma, per garantire un libero voto, è già stato chiesto aiuto all’ONU per controllare la distribuzione delle armi dei maoisti, che ancora controllano una buona parte dei territori nepalesi, e dell’esercito.

INSN pubblica un’intervista al leader maoista Prachanda, uno dei protagonisti della lotta al despotismo del re Gyanendra, ma a sua volta responsabile di tante morti, costrizioni e vessazioni nei territori controllati dai gruppi armati maoisti (leggi: United We Blog).
Prachanda afferma (fonte: INSN): “As per our agreement, both the armies will remain as they are. The Nepal army will remain in their barracks while the People’s Liberation Army will stay in seven areas, but both sides will be under the supervision of the UN“. Anche  l’agenzia di stampa Reuters, riporta la notizia secondo cui i maoisti non deporranno le armi prima delle elezioni del prossimo anno (fonte:INSN).

Luglio 16th, 2006

DIECI POSTI DOVE UN BAMBINO NON DOVREBBE MAI NASCERE

Fonte: AlertNet, Amnesty International

Dai confini del mondo alle periferie delle nostre città, una fitta coltre di nebbia e silenzio avvolge da sempre il triste destino di migliaia di bambini.
Costretti ad uccidere altri bambini a colpi di machete nel Nord Uganda, o ad appagare i perversi desideri dei tanti turisti del sesso in Brasile o Thailandia, sono loro, i bambini, a pagare il prezzo più alto della bestialità dell’uomo e l’indifferenza dei media, perchè la loro tragedia travalica molto spesso i confini e le politiche dei singoli Stati del mondo.
Sudan, Nord Uganda, Rep. Dem. del Congo, Iraq, Somalia, Palestina, Afghanistan, Cecenia, Myanmar e India le nazioni dove la condizione dei minori è più drammatica (vedi grafico).
Secondo l’Unicef, 2 milioni di bambini sono morti negli ultimi 10 anni nel corso di conflitti armati,10.000  muoiono ogni anno sulle mine antiuomo. Ma non è solo la guerra a uccidere: 30.000 muoiono ogni giorno prima di raggiungere il 5° anno di età, soprattutto per assenza di acqua potabile e vaccini: 1.200.000 ogni anno sono invece destinati al mercato del sesso; 120 milioni, secondo le stime di Amnesty International, sono quelli costretti a lavorare a tempo pieno e 2 milioni di bambine vengono invece mutilate ogni anno, secondo l’ OMS, in Africa e Medio Oriente.

I casi più eclatanti si registrano in Togo, Africa: qui un bambino è stato dato alle fiamme per essersi addormentato sul posto di lavoro.

I 10 PIU’ PERICOLOSI POSTI AL MONDO PER I BAMBINI

Il Sudan guida questa triste classifica, ricavata da un sondaggio Reuters somministrato a operatori umanitari e giornalisti

Approfondisci:

Luglio 15th, 2006

SCARCERATO HAO WU: IL BLOGGER ERA IN CARCERE DA FEBBRAIO

Fonte: Punto Informatico

Hao Wu era stato arrestato alcuni mesi fa dalle forze di sicurezza cinesi, con l’accusa di aver diffuso informazioni “riservate”, mettendo a rischio la sicurezza nazionale. Ora, dopo la pressione internazionale, mossa dalle denunce di Reporters Senza Frontiere, Hao Wu è stato finalmente liberato, ma altri 50 internauti cinesi sono ancora agli arresti per aver diffuso informazioni su avvenimenti e problematiche poste sotto censura dal governo pechinese.

Luglio 12th, 2006

LA RUSSIA AL BIVIO, DEMOCRAZIA O TERRORE?

Fonte: The New York Times, The Guardian, Camillo

Gli attivisti per i diritti umani sono al lavoro per spingere la Russia, “Paese non libero” secondo Freedom House, verso una svolta democratica.

Centinaia di avvocati ed esponenti dell’opposizione hanno aperto infatti una conferenza di due giorni, giovedi scorso, a pochi giorni dal G8 che si aprirà venerdì a San Pietroburgo, per protestare contro l’autoritarismo crescente del governo Putin e chiedere alle altre 7 Nazioni più potenti del Mondo di aiutare la Russia nel cammino verso la democrazia. Ma le forze di sicurezza hanno fatto irruzione nell’albergo dove era in corso la conferenza: hanno arrestato quattro oppositori politici del Presidente Vladimir Putin, li hanno incappucciati e li hanno portati via. La telecamera di un reporter tedesco che cercava di documentare l’arresto è stata requisita.
Da tempo si registrano sempre più frequentemente casi di abuso della polizia, corruzione, restrizione alla libera espressione, repressione delle manifestazioni spontaneee, un crescente nazionalismo e un aumento dei crimini a sfondo razzista.

Anche il controllo dell’informazione è sempre più stretto. The Guardian riporta il caso di Olga Kursonova, arrestata ben 4 volte quest’anno per il suo attivismo liberale  e sottoposta a minacce telefoniche anonime.
Olga spera di portare almeno 3000 persone in piazza per protestare contro la stretta autoritaria nel Paese, il cui Parlamento è per 2 terzi controllato dal partito pro-Putin e la cui gran parte dei media nazionali è sottosposta alle censure del Kremlino.

Se la politica interna è tesa a restaurare il classico autoritarismo russo, nel campo della politica estera si rafforza il nuovo asse “del male” con la Cina. Ma Putin non ci sta e oggi rilancia: solo accuse “colonialiste” dell’Occidente(fonte:LegnoStorto).

Luglio 8th, 2006

LA COREA DEL NORD CONDUCE MACABRI TESTS MILITARI SU NEONATI. TESTIMONIANZE DI UN CAMPO DI CONCENTRAMENTO PIU’ GRANDE DI DACHAU, AUSCHWITZ.

Fonte: WorldNetDaily, su adattamento del Joseph Farah’s G2 Bulletin

L’area del Campo 22, nel campo di concentramento più grande della Corea del Nord,nei pressi della città di Haengyong, ha un nome che non lascia spazio a dubbi: “the Killing Compound”.
Centinaia di persone, soprattutto oppositori politici del regime, vi vengono detenute per essere utilizzate come cavie.
A denunciare quanto sta accadendo in Corea del Nord è anche il Dott. Norbert Vollerstern, tedesco, che ha aiutato alcune vittime a fuggire dal Paese, e le cui testimonianze agghiaccianti si stanno rivelando fondamentali per impostare l’accusa di criminale di guerra al Presidente Kim Jong II.
Un rapporti MI6 dell’Intelligence militare americana parlava già il 30 maggio, prima degli ultimi tests missilistici, di centinaia di prigionieri morti ogni settimana nel Campo 22 (probabilmente sotterraneo)in seguito a esperimenti biologici o chimici per testare le armi dell’arsenale coreano. In uno di questi files, si legge anche che ad alcuni neonati verrebbero iniettate nel rachide alcune sostanze che provocano loro grandi cheloidi e numerose vesciche su tutta la superficie corporea.

ARTICOLI CORRELATI: CLASSIFICA 2005 DEI DITTATORI

APPROFONDISCI: Corea del Nord: un gulag a cielo aperto, nel silenzio occidentale

Luglio 8th, 2006

CHEN GUANGCHENG: ANCORA IN CARCERE L’ATTIVISTA CHE DENUNCIO’ LA STERILIZZAZIONE FORZATA DI 7000 DONNE

Fonte: The Epoch Times

Continua la politica di intimidazione delle autorità cinesi nei confronti degli attivisti per i diritti civili. La moglie di Chen Guangcheng, un attivista cinese non vedente, non può uscire dalla propria abitazione, come se fosse agli arresti domiciliari. A fine giugno gli avvocati della difesa sono stati invece pedinati e picchiati a Linyi, nello Shandong, città natale dell’attivista , nell’indifferenza complice della polizia locale. Più volte avevano ricevuto minacce di morte.

Chen, scomparso da marzo ma ufficialmente dichiarato agli arresti dall’11 giugno scorso, è noto per il suo impegno a favore dei diritti dei disabili e per aver fornito al Washington Post (”Who controls the family?“) le prove della sterilizzazione forzata di circa 7000 donne del suo villaggio da parte di alcuni rappresentanti governativi, i quali agivano nell’ambito della politica governativa di pianificazione delle nascite. In larga parte della Cina, i funzionari governativi che non raggiungono l’obiettivo fissato del controllo delle nascite nel proprio territorio di competenza, vengono licenziati, anche se eccellono in altri campi.
L’Agenzia cinese per la pianificazione familiare si è quindi vista costretta ad ammettere le responsabilità dei propri funzionari locali. Chen sarebbe stato più volte inviato in centri di riabilitazione psichiatrica, dove si presume sia stato sottoposto a “ricondizionamento”, pratica altre volte effettuata su numerosi attivisti cinesi e praticanti del Falun Gong.

Approfondisci:

Luglio 4th, 2006

LE TIGRI SCATENATE DELLO SRI LANKA

 Fonte: IHT, TamilNet, LankaWeb

C’è una guerra in Sri Lanka. Ma non ce la fanno vedere. E’ un’ altra delle guerre fantasma che si combattono nel mondo, ma di cui nessun telegiornale italiano ci parla mai. Un motivo in più per aderire a Italian Blogs For Darfur: chiedere  alla televisione -almeno quella che si fregia del titolo di “televisione pubblica”- di fornirci un servizio di informazione libero dalle mere logiche di mercato.

La guerra in Sri Lanka si combatte dal 1983, ed è costata la vita a 70.000 persone.  E ora - scrive ieri il The Boston Globe- dopo l’uccisione del comandante in seconda dell’ Esercito dello Sri Lanka lunedì scorso, per mezzo di un’ennesimo attacco suicida, c’è motivo di temere che il già più volte compromesso cessate-il-fuoco, firmato nel Febbraio 2002 tra il governo e le forze ribelli delle Tigri del Tamil, degeneri in un altra ecatombe.
La società è paralizzata dal terrore degli attacchi terroristici delle Tamil Tigers. Ma anche la memoria delle atrocità subite dalla minoranza del nord e dell’est dell’isola è stata sopraffatta dalla paura.

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