Settembre 28th, 2006

PER MEZZO MONDO SALUTE E ACQUA POTABILE SONO UN LUSSO

Fonte: Reuters, Unicef

Le Nazioni Unite hanno rilasciato oggi un rapporto sull’assistenza sanitaria di base della popolazione mondiale, dal titolo “Progress for Children” 2006. 2,6 miliardi di persone, concentrate in Africa e Asia, non godono una sufficiente assistenza, e sono soprattutto i bambini a pagarne le spese maggiori, rischiando la morte per diarrea e altre patologie, legate per lo più alla mancanza cronica di acqua potabile.

Ogni anno, nel mondo, morirebbero 1,5 milioni di bambini per mancanza di assistenza e acqua potabile.

La regione del mondo più colpita è l’Africa Sub-Sahariana. Paesi della Nigeria, Rep. Democratica del Congo, Chad e Guinea Equatoriale soffrono una carenza cronica di servizi sanitari di base e di acqua potabile.

Quella dell’acqua è la nuova guerra del futuro (leggi anche: BBC:Africa’s potential water wars). L’opinione pubblica è divisa tra chi ne promuove la privatizzazione, in quanto solo i capitali privati potrebbero garantire un servizio costoso e capillare del trasporto dell’acqua a grandi distanze, e chi, invece, sottolinea il fatto che essa sia un diritto dell’uomo e non un bene commercializzabile.

Settembre 27th, 2006

OGNI ANNO ASSASSINATE IN MESSICO 1600 DONNE

Fonte: LeMonde

1600 donne muoiono ogni anno, soprattutto per mano dei propri mariti o compagni. Non sono solo vittime come tutti i messicani dei regolamenti di conto tra bande dei cartelli della droga, ma sono anche sottoposte a un vero e proprio stillicidio per diatribe coniugali. Ma la situazione in Guatemala è ancora più preoccupante: 500 assassini per una popolazione che è un decimo di quella messicana.

Settembre 27th, 2006

IN CRESCITA L’ ESPORTAZIONE DELLE ARMI CINESI NEL MONDO

Articolo tratto da: Popoli

Sudan, Ciad, Liberia, Myanmar, Nepal: teatri di conflitti e guerre civili con un comune denominatore, le armi usate arrivano in gran parte dalla Cina. Il Sipri, l’istituto di ricerca sulla pace di Stoccolma, colloca il colosso asiatico all’8° posto tra gli esportatori di armi convenzionali pesanti nel 2004 e il governo di Pechino è l’unico tra i grandi di questo business a non avere sottoscritto gli accordi che vietano la vendita di armi che potrebbero essere usate per gravi violazioni ai diritti umani. L’export cinese è stimato superiore a un miliardo di dollari l’anno: valutazioni approssimative, visto che, dal 1998, Pechino non fornisce informazioni al Registro Onu delle armi convenzionali. Un rapporto di Amnesty International fa un lungo elenco di esportazioni cinesi nei teatri di guerra, spesso in violazione dell’embargo Onu: un accordo da 22,4 milioni di dollari per forniture al Nepal del re-tiranno Gyanendra, 222 veicoli militari Dong Feng al Ministero della Difesa sudanese, armi della cinese Norinco venduti ai ribelli del Fonte per il cambiamento in Ciad, 11 mila pistole esportate in Sudafrica nel 1998 e usate per rapine, stupri e reati.

Settembre 26th, 2006

2900 MORTI IN 8 MESI NELLE MINIERE CINESI: ESPORTIAMO I SINDACATI IN CINA

Fonte: Asianews

Nei primi 8 mesi del 2006 sono morti 2900 minatori. Un dato che racchiude in sè il motivo di tanta preoccupazione per i diritti dei lavoratori in Cina, privi di ogni tutela sul lavoro, in nome della corsa all’oro del gigante asiatico. Tragedia che si compie nell’indifferenza degli uomini di Stato dell’Europa, angustiati dall’idea di perdere un prezioso partner commerciale (leggi).

Gli incidenti sono stati 1824, il 14% in meno rispetto al 2005, secondo i dati ufficiali di Pechino. Nel 2004 i morti erano stati invece circa 6000. Le miniere cinesi producono circa 320 tonnellate di carbone all’anno, il 2,2% della produzione statunitense, ma con una media di morti sul lavoro ben 100 volte più alta (fonte: La Nuova Ecologia)

Oltre alla insufficiente sicurezza nei posti di lavoro, si aggiunge anche una diffusa corruzione tra gli ispettori  e i responsabili delle imprese statali, che il Governo tenta di arginare, per ora con scarsi risultati. In Cina, colosso mondiale della nuova era della globalizzazione, dove il 70% dell’energia proviene dalle miniere di carbone, la rivoluzione economica non tiene per ora conto dell’aratro sociale delle fabbriche-dormitori, della distruzione ambientale, dell’inquinamento delle risorse idriche, dello sfruttamento degli ecosistemi indonesiani e  africani, della politica senza scrupoli che supporta le tirannie in Asia e Africa, tra cui il Sudan, ma che sono destinate, inevitabilmente, a pesare nel prossimo futuro del gigante rosso. Problemi che nel passato sono costate molte lotte nei Paesi occidentali, ideali che meriterebbero di essere esportati in Cina.

Approfondisci:

Settembre 22nd, 2006

LA TURCHIA, DIVISA TRA CONSERVATORI E PROGRESSISTI, TIENE L’EUROPA COL FIATO SOSPESO

Fonte: IFEX

E’ Il secondo caso in pochi giorni, dopo quello di Elif Shafak, processata e assolta ieri per aver scritto “Il bastardo di Istanbul”, racconto che parlava anche del genocidio armeno. La Turchia ultranazionalista accusa ora una giornalista, Ipek Calisar, di “insultare l’identità turca” per aver scritto “Latife Hanim”, biografia sulla prima moglie dello statista Mustafa Kemal Ataturk. Sono almeno 18 i giornalisti e gli scrittori sotto processo per l’articolo 301 del Codice Penale turco: rischiano circa 4 anni e mezzo di carcere. 

Attraverso la paura dei processi e delle sanzioni, si sta attuando un tentativo di costrizione dell’informazione e della libera espressione e di controllo su editori, scrittori, intellettuali. L’Unione Europea ha chiesto più volte l’abrogazione dell’articolo 301, considerato un serio ostacolo alla libertà di pensiero. I sondaggi, intanto, rivelano un progressivo calo di europeismo nella popolazione, evidentemente influenzata dalle vicende in corso in Medio-Oriente e, in particolare, in Iran.

Settembre 21st, 2006

I MAOISTI TORTURANO E UCCIDONO UN GIOVANE NEPALESE

Fonte: Asian Human Rights Commission

Membri non identificati del Partito Comunista Nepalese (Maoista) avrebbero sequestrato, torturato brutalmente e ucciso un ventiquattrenne nepalese di Ishaneshor,il 6 Settembre 2006.

Dopo essere stato allontanato dalla propria abitazione con l’inganno, mentre era insieme alla famiglia, Santa Bahadur è stato condotto in una casa vicina e qui picchiato pesantemente da circa 40 maoisti che lo hanno accusato di aver commesso un furto nel villaggio. Il giorno dopo, non avendo ancora notizie del ragazzo, circa 300 abitanti del villaggio si sono riuniti davanti alla casa dove è avvenuto il pestaggio, in segno di protesta, non credendo alle accuse a lui mosse dai maoisti. In casa però hanno rinvenuto solo il corpo esangue del giovane, mentre i responsabili si erano già allontanati. Il responsabile locale dei Maoisti ha dichiarato di voler perseguire i colpevoli, ma ad oggi nessuna indagine è stata condotta.

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Settembre 20th, 2006

COLPO DI STATO IN THAILANDIA

Fonte: International Herald Tribune

L’esercito thailandese ha sferrato un attacco decisivo alle istituzioni del Paese, prendendo in mano il controllo di Bangkok, martedì notte. Il colpo di stato del Generale Sonthi Boonyaratglin è il primo in 15 anni in Thalandia.

Immediata la sospensione della Costituzione e l’imposizione delle leggi marziali, mentre il Primo ministro Thaksin Shinawatra era a New York per preparare un intervento al Palazzo di vetro dell’ONU.

Il Generale ha dichiarato di voler restituire il “potere al popolo”, e ha chiesto scusa per i disagi causati dal colpo di stato, che si è svolto peraltro senza violenze, ma non ha per ora indicato una scadenza. Muove inoltre pesanti accuse di corruzione e lesa maestà al Primo Ministro Thaksin, comunque regolarmente eletto, soprattutto grazie al supporto delle zone rurali del Paese.

I cinque anni di governo del Primo Ministro thailandese sono stati caratterizzati, in effetti, da grandi abusi dei diritti umani, tra i quali la soppressione della libertà di informazione dei media di opposizione, ma - scive Human Rights Watch- la via democratica è la sola praticabile per il cambiamento.

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Settembre 18th, 2006

IL RITORNO MACABRO DELLE PELLICCE

Fonte: The Guardian, Lav

A dispetto di chi credeva che il declino delle pellicce sulle passerelle dell’alta moda fosse ormai inarrestabile, la moda di questo autunno-inverno è decisamente un’elogio della morte. Burberry, Prada, Louis Vuitton hanno deciso di fare ampio uso del manto peloso degli animali, anche di coniglio, senza eguagliare però, almeno fino ad oggi, lo spettacolo di Jean Paul Gaultier di Luglio, quando una modella attraversò la passerella in un soprabito di pelliccia, pieno di diverse teste di volpe penzolanti lungo i lati.

The Guardian, che ha provato a contattare gli stilisti dell’alta moda, ha faticato non poco a trovarli disponibili a commentare questo ritorno alle pellicce. Forse anche loro hanno una coscienza?

Ogni anno nel mondo vengono uccisi circa 30 milioni di ermellini, visoni, volpi, scoiattoli, lontre, castori e altri animali per la produzione di pellicce. Gli animali da pelliccia vengono allevati in gabbie molto strette, che non permettono all’animale di muoversi, il che genera forti turbe del comportamento che portano gli animali ad automutilarsi o a girare su se stessi senza controllo, sempre che ce ne sia lo spazio. Spesso si utilizzano trappole, soprattutto tagliole, per catturare animali da pelliccia in libertà, provocando lunghe agonie anche ad animali selvatici non utili per la trasformazione in pellicce da abbigliamento. Clamorosa e agghiacciante la recente scoperta delle associazioni animaliste dei lager per animali in Cina, dove milioni di cani e gatti vengono scuoiati vivi per produrre pellicce da esportare in Europa e USA.

Intanto diversi Parlamentari Europei hanno chiesto che l’Europa blocchi ogni tipo di commercio di pelli di foche della groenlandia, come hanno già fatto alcuni Paesi, come l’Italia, un anno fa.

Negli ultimi quattro anni più di un milione e mezzo di cuccioli di foca groenlandica “sono stati macellati nell’Atlantico nord-occidentale”, e il 42% delle foche macellate, affermano i deputati europei, “erano probabilmente state scuoiate mentre ancora coscienti”[fonte:Agire Ora].

LInk:

Settembre 16th, 2006

BLAIR: ANTIAMERICANISMO E’ UNA FOLLIA

Fonte: Le Monde, Corriere della Sera

Il Primo Ministro britannico Tony Blair annuncia: ‘ l’antiamericanismo di certi settori della politica europea è una follia, in rapporto agli interessi a lungo termine del mondo nel quale crediamo’. Lo ha pubblicato giovedì 14 settembre il Foreign Policy Centre di Londra, in un documento dal titolo “Alleanza globale per valori globali” (A Global Alliance for Global Values).

Blair ricorda che la politica liberal-interventista nacque nel 1999 a Chicago, dove fu messo sotto accusa l’immobilismo delle nazioni democratiche del mondo dinanzi al genocidio in Rwuanda e Bosnia. . E in merito alla guerra in Iraq, per la quale ammette che sono stati fatti degli errori, aggiunge:«Dopo l’11 settembre abbiamo detto che non volevamo un altro regime talebano o un altro Saddam. Sapevamo che non si batte un’ideologia fanatica solo uccidendo o imprigionando il suo leader, si debbono sconfiggere le sue idee» e conclude: «Il pericolo non è che l’America è troppo coinvolta, il rischio è se l’America decide di alzare il ponte levatoio e disimpegnarsi, perché nessuno dei problemi che ci troviamo a dover affrontare può essere risolto o anche solo preso in considerazione senza gli Stati Uniti»”[citazioni tratte da: Corriere della Sera].

Leggi: V.RIVA:perchè antiamericanismo   

Settembre 16th, 2006

OGNI ANNO 15-20.000 VITTIME DELLE MINE ANTIUOMO.

Fonte: LandMine Report 2006

L’ International Campaign to Ban Landmines ha rilasciato un nuovo rapporto sulla produzione e sull’utilizzo delle mine antiuomo, da maggio 2005 a maggio 2006.

I dati sono incoraggianti, ma non mancano le note dolenti: il numero di Paesi che hanno aderito alla messa al bando delle mine antiuomo è cresciuto fino a raggiungere quota 151, sebbene non tutti rispettino quanto firmato. Algeria, Rep. Democratica del Congo, Guinea-Bissau, e Nigeria hanno distrutto completamente il loro arsenale di mine e da dicembre 2005 anche l’ Ucraina, terzo produttore mondiale di mine, ha accolto le istanze della campagna.

Il numero delle persone colpite sono però aumentate dell’11% rispetto al dato precedente, per via dell’estendersi dei conflitti in numerose regioni del Mondo, portando le stime degli incidenti a 15-20000 all’anno. E’ stato l’esercito birmano (Myanmar) a fare maggior uso di mine antiuomo per terrorizzare la popolazione locale, mentre tra i gruppi ribelli spiccano le FARC colombiane.

I produttori sono in totale 13: Birmania, Cina, Cuba, India, Iran, Nord Corea, Sud Corea, Nepal, Pakistan, Russia, Singapore, Stati Uniti, Vietnam.

L’Italia ha messo al bando le mine anti uomo il 22 ottobre 1997 [fonte: Emergency].

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