Novembre 29th, 2006

VIGNETTISTA IRANIANO ARRESTATO, ORA IN ESILIO.

 Fonte: IFEX

Mana Neyestani era stato arrestato insieme al direttore della edizione locale di “Iran”, giornale statale iraniano, e minacciato di morte, con l’accusa di aver offeso la minoranza etnica Azeri provocando in tal modo la protesta di numerosi studenti azeri di Tabriz. In una delle sue vignette ritraeva infatti uno scarafaggio che rispondeva in lingua Azeri a un ragazzo che parlava il Persiano, lingua usata dal 75% degli iraniani. L’autore è esso stesso di origini Azeri, minoranza proveniente dall’Azerbaijan  .

Ai primi di settembre Neyestani ha lasciato l’Iran alcuni giorni prima che venisse imprigionato per la seconda volta, e non ha ancora trovato asilo politico in Europa.

Novembre 29th, 2006

LA CECENIA SOTTO TORTURA

Fonte: Human Rights Watch

La tortura sarebbe una pratica sistematica nelle carceri russe in Cecenia. Lo afferma Human Rights Watch nel suo ultimo  rapporto sulla Russia, che documenta circa 100 casi di tortura, con una quasi totale impunibilità degli aguzzini.

Hrw punta il dito contro il Primo Ministro ceceno Ramzan Kadyrov e la polizia federale, che avrebbero usato la tortura come comune pratica di indagine e detenzione nelle carceri segrete cecene. Lo scorso mese, un ispettore dell’ONU era stato bloccato proprio mentre si dirigeva in Cecenia, nel tentativo di parlare in privato ai detenuti. Il rapporto arriva a pochi giorni dalla morte per avvelenamento dell’ex agente russo a Londra, amico della giornalista Anna Politkovskaja, assassinata per le sue indagini giornalistiche in Cecenia.

Novembre 21st, 2006

VIA IL SENO ALLE BAMBINE PER EVITARE GRAVIDANZE PRECOCI

Fonte: Internazionale n° 667

Accade in Camerun, Paese africano sul Golfo di Guinea, con 15 milioni di abitanti e 250 etnie diverse. La chiamano anche “l’Africa in miniatura”, con tutta la forza e le contraddizione di questo continente. Seguono il Tago, la Guinea e il Benin.
Le madri usano spatole, sassi roventi e pestelli per appiattire il seno delle adolescenti. Accendono il fuoco, riscaldano il sasso e lo sfregano fortemente sul petto delle bambine appena tredicenni, con la speranza di nascondere ancora per qualche anno i primi segni della maturità agli occhi dei maschi. Il problema è l’alto tasso di gravidanze precoci: 1 adolescente su 5 rimane incinta. Non potendo frenare il desiderio sessuale dei maschi, le madri e le nonne, di nascosto dai mariti, fanno in modo che nulla traspaia dalle vesti delle bambine più a lungo possibile. Circa il 24% delle ragazze ha subito questo trattamento, indipendentemente dallo strato sociale e dalle regioni a cui appartengono, ma la maggior parte è concentrata nella provincia del Litorale (54%).

Il seno dopo un paio d’anni riprende a crescere, non senza traumi per le ragazze, soprattutto di tipo psicologico, ma anche fisici: nel 18% dei casi, il seno “cade” precocemente. Alto anche il rischio di tumori e cisti alle mammelle.

Ma il problema è più complesso di quanto possa apparire: il 40% delle bambine camerunensi tra i 9 e i 18 anni cade vittima della prostituzione. In Francia il 46% delle prostitute giungono dal Camerun [fonte: CIPCRE].

Links: Tantines: campagna contro lo stiramento del seno in Camerun

Novembre 16th, 2006

DARFUR, KOFI ANNAN AD ADDIS ABEBA. ANCORA INCURSIONI NEI VILLAGGI.

Fonte: Reuters, MISNA
Non si ferma la conta dei morti in Darfur. Nell’ultimo attacco di cui si ha notizia, condotto da milizie janjaweed e esercito, anche con l’appoggio dell’aviazione sudanese, sarebbero morte circa 50 civili e 3 ribelli. Le delegazioni dell’ONU si sono riunite oggi ad Addis Abeba per stilare un piano comune di rafforzamento della missione dell’ Unione Africana in Darfur, il cui mandato scadrà a Dicembre. L’ipotesi, che potrebbe trovare d’accordo anche il governo sudanese, è quella di una forza “ibrida” tra dirigenza ONU e forze dell’ UA. Già approvato, lo stanziamento di 77 milioni di dollari per la missione in Darfur.

Intanto il CIAD ha dichiarato lo stato d’emergenza, per la recente escalation di incursioni delle milizie paramilitari sudanesi nei villaggi dei rifugiati oltre confine, e l’incremento degli scontri tra etnie arabe e non arabe nell’est del Paese [fonte:LaRepubblica].

Novembre 16th, 2006

COREA DEL SUD CONTRO COREA DEL NORD PER I DIRITTI UMANI

Fonte: La Stampa

Con una netta inversione di tendenza rispetto alla linea politica adottata fino ad ora, la Corea del Sud si è detta disposta a votare una risoluzione ONU contro la Corea del Nord, per i diritti umani.

L’Unione Europea, attraverso una bozza di risoluzione presentata al palazzo di vetro, denuncia le ripetute e sistematiche violazioni dei diritti umani nel Paese, tra cui torture, condanne a morte per motivi politici, campi di lavoro e di detenzione, assenza di uno Stato di diritto, soppressione delle libertò di stampa e di espressione delle opposizoni.

Novembre 16th, 2006

ULTIME DALLA CINA.

Fonte: Asianews

In breve, alcune notizie che giungono, tra le tante, dalla Cina. Le riporta Asianews che dà ampio spazio ai diritti umani in Cina.

Per preparare la capitale ai giochi olimpici del 2008, le autorità cercano di nascondere agli occhi occidentali, inevitabilmente presenti alle Olimpiadi, i problemi ambientali e sociali della capitale. Olimpiadi snaturate quindi del loro messaggio di pace ed eguaglianza che da sempre le caratterizza. Le scuole private per figli di migranti, contadini giunti in città per lavoro e in cerca di fortuna, chiudono, ufficialmente per inadeguati standard di sicurezza. In realtà, denuncia Human Rights Watch, l’impressione è che si vogliano scoraggiare le famiglie dei migranti a soggiornare nelle periferie della capitale (1).

Dopo 500 giorni di detenzione cautelativa, prima di conoscere l’esito del processo che lo vedeva imputato per “incitamento alla sovversione del potere statale”, Li Jianping è stato definitivamente condannato a due anni a Shandong. Il cyber-dissidente, che denunciava la corruzione statale e le violazioni dei diritti umani nella sua regione, aveva anche partecipato alle proteste di piazza Tienanmen (2).

I condannati a morte cinesi sono preziose banche d’organi, che alimentano un grande mercato nero. Lo ammette ufficialmente, per la prima volta, il vice ministro della Sanità cinese, additando come responsabili del crescente mercato nero di organi per il trapianto, i soli chirurghi. Ma i condannati a morte sono considerati, in Cina, proprietà dello Stato, e ammettono le autorità, gli organi gli vengono espiantati dopo averne chiesto il consenso e venduti. Le esecuzioni sono tra le 2 mila e le 10000 ogni anno (3).

Il ministro della Pubblica sicurezza, Zhou Yongkang, ha dichiarato che le manifestazioni di massa contro il governo sono in aumento: dalle 10 mila proteste di piazza nel 1994 si è giunti a oltre 87.000 proteste pubbliche nel 2005.
La sola Pechino registra fra le 120 e le 230 manifestazioni. Spesso i motivi sono le scarse condizione di sicurezza nel lavoro e la requisizione dei terreni dei contadini, venduti a a compagnie e industrie da amministratori locali corrotti (4). Negli ultimi 8 giorni, sono morti circa 100 minatori (5)

Novembre 15th, 2006

27 MILIONI DI SCHIAVI

Tratto da Libero

‘Ci sono nel mondo, oggi, circa 27 milioni di schiavi. Un numero tre volte superiore alla quantità totale di schiavi deportati dall’Africa in Occidente nel periodo dal 1450 al 1900 (circa 11 milioni e 698 mila esseri umani).

La cosa incredibile è che neanche ce ne rendiamo conto. Inorridiamo quando vediamo film sulla tratta di schiavi del passato e non ci accorgiamo che sotto i nostri occhi, attualmente, la situazione è di gran lunga più grave quanto a numero delle vittime (e non solo). La cifra agghiacciante di 27 milioni di schiavi è emersa in questi giorni al primo convegno internazionale della Famiglia Mercedaria, l’ordine della Beata Vergine Maria della Mercede fondato nel 1218 dal giovane mercante Pietro Nolasco per liberare i cristiani fatti schiavi dai musulmani in Spagna. Il Nolasco spese tutto il suo patrimonio per ridare la libertà a quei poveretti: i padri mercedari liberavano schiavi cristiani anche dando in cambio se stessi, prendendo il loro posto. La cifra di 27 milioni di esseri umani è enorme. È più dell’intera popolazione del Canada, equivale a metà della popolazione italiana, ma è un decimo rispetto alle vere dimensioni della tragedia. Probabilmente 27 milioni sono soltanto le vittime della schiavitù in senso ristretto e tradizionale. Infatti le Nazioni Unite e le organizzazioni umanitarie quantificano come vittime della schiavitù addirittura 200 milioni di persone: circa 4 volte la popolazione italiana. Su scala planetaria un essere umano ogni 30. Attività criminale Giancarlo Giojelli nel pamphlet “Gli schiavi invisibili” c’informa che l’Onu e l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) giudicano il traffico di esseri umani come la terza attività criminale più redditizia del mondo (dopo il traffico di armi e di droga). Ogni vittima rappresenta un guadagno fra i 4 mila e i 50 mila dollari. Il ricavato complessivo di questa infame industria è stimato circa in 12,5 miliardi di dollari l’anno.

Novembre 11th, 2006

IL 17% DELL’UMANITA’ E’ SENZA ACQUA POTABILE

Fonte: Le Monde

Secondo quanto risulta dall’ultima indagine delle Nazioni Unite per il rapporto mondiale 2006 del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo, 1,1 miliardi di persone non hanno accesso all’acqua potabile. L’ UNDP ha chiesto che venga riconosciuto il diritto fondamentale dell’uomo a disporre di almeno 20 litri di acqua potabile al giorno, gratuita per i più poveri.

La mancanza di acqua potabile comporta una ingente perdita di giorni di scolarità, un maggior costo della vita, un enorme dispendio di tempo ed energia da parte delle donne,costrette a percorrere chilometri per trasportare alcune tinozze di acqua, tempo che sarebbe altrimenti impiegato per la famiglia e il lavoro. 1,8 milioni di bambini muoiono inoltre, ogni anno, per infezioni causate dalle acque non potabili, usate non solo per bere ma anche per la normale pulizia del corpo nella prima infanzia.

L’ ObiettivO del MIllennio per l’acqua potabile, il dimezzamento delle persone senza accesso all’acqua potabile, ha poche speranze di essere raggiunto. I governi degli Stati più a rischio, infatti, continuano a preoccuparsi poco del problema, incentrando gli sforzi economici, verso l’acquisizione di un maggiore potere monetario e militare. Il budget militare del Pakistan, ad esempio, è 47 volte più grande di quello destinato alla gestione delle risorse idriche.

Novembre 11th, 2006

CINA: UN SOLO FIGLIO E UN SOLO CANE PER FAMIGLIA

Fonte: Il Giornale

Il 7 novembre scorso il Comune di Pechino ha lanciato una massiccia campagna canicida, per ridurre il numero di cani nelle famiglie pechinesi. Il limite massimo di un cane (di piccola taglia) per famiglia è stato fissato dalle autorità, in modo da arrivare alle Olimpiadi del 2008 senza rischi di rabbia. Il numero di cani che sono stati e che saranno uccisi non è noto.

Ad agosto il Governo aveva ordinato l’uccisione di 55.000 cani nel sud-est di Mouding, nella Provincia di Yunnan(il 90% dei cani nella regione), in soli 5 giorni, per porre fine al problema della rabbia canina.Nessun programma di vaccinazioni e prevenzione è stato mai avviato.

E’ triste che il traguardo delle Olimpiadi del 2008 in Cina porti, invece di un innalzamento dello standard dei diritti umani nel Paese, a una folle corsa alla pulizia dell’immagine, che passa per il soffocamento dei diritti degli abitanti della capitale.

Novembre 11th, 2006

I 13 NEMICI DI INTERNET: SFIDA ALLA LIBERTA’

Fonte: RSF

Sono 13 i buchi neri nella rete. 13 grandi nemici della libera informazione e del libero accesso a Internet. Abbiamo più volte ricordato il drammatico caso di Guillermo Farinas, il giornalista incarcerato a Cuba per aver chiesto di usare liberamente Internet, e ora in gravissime condizioni di salute. Ma simili casi sono all’ordine del giorno, in Paesi come Arabia Saudita, Cina, Egitto, Cuba, Viet-nam, Corea del Nord, Birmania etc..  Attualmente, i cyberdissidenti e i bloggers arrestati sono 61 nel mondo.

Grazie agli ultimi avvenimenti e riforme, il Nepal, la Libia e le Maldive hanno invece lasciato il triste elenco di quest’anno.

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