Gennaio 30th, 2007

PRESIDENZA DELL’ UA AL GHANA

Fonte: La Repubblica

Il Ghana è stato eletto alla Presidenza dell’ Unione Africana, dopo un acceso dibattito intorno alla candidatura del Sudan. Alla fine proprio Karthoum ha abdicato in favore del Ghana, “una grande nazione”, che nel suo mezzo secolo di indipendenza si è distinta eticamente e garantirà l’unione del continente Africano, messa in crisi proprio dall’eventualità di una presidenza sudanese dell’ Unione Africana.

Gennaio 29th, 2007

IL LEADER SUDANESE OMAR AL BASHIR IN CORSA PER LA PRESIDENZA DELL’ UA

Fonte: Corriere della Sera

WANTED DARFUR GENOCIDE

Il leader sudanese Omar al Bashir vuole la presidenza dell’ Unione Africana. Sono in atto trattative con la Tanzania affinchè accetti la candidatura, così da superare il paradosso che si verrebbe a creare, ponendo a testa dell’ Unione Africana, impegnata nella sua prima importante missione in Darfur, Sudan, con 7000 uomini, il leader sudanese, complice della strage di civili in corso nel territorio dell’ Ovest del Paese. La notizia del bombardamento di due villaggi, nonstante il cessate il fuoco di 60 giorni proclamato alla stampa estera, confermata dall’UA, risale ad appena pochi giorni fa [fonte: AlertNet]. Il Ciad e molti altri Paesi sub-sahariani si sono già detti contrari alla sua candidatura, che gli era stata promessa nel 2006 quando al suo posto venne eletto il Presidente del Congo-Brazzaville.

Link: ITALIAN BLOGS FOR DARFUR

Gennaio 29th, 2007

L’ ESERCITO DELLO SRI LANKA SOSTIENE RECLUTAMENTO BAMBINI SOLDATO

Fonte: The Sunday Times on line

ONG in Sri Lanka denunciano il rapimento di almeno 200 adolescenti Tamil per l’inquadramento forzato in gruppi combattenti Karuna, che avrebbero l’appoggio delle forze governative. Nel rapporto di Human Rights Watch “Complicit in Crime: State Collusion in Abductions and Child Recruitment by the Karuna Group“, si legge che i rapimenti avvengono nei territori dove proprio la presenza delle forze governative è più forte e capillare.
Da più di vent’anni lo Sri Lanka è dilaniato da una guerra fratricida, tra forze governative e ribelli separatisti Tamil, quest’ultimi di religione Indù, anch’essi accusati di reclutare tra le proprie fila bambini soldato, contro la maggioranza Buddista. Dal 1983 sarebbero morte 67.000 persone.

Gennaio 29th, 2007

ATTIVISTA CUBANO PER I DIRITTI UMANI IN CARCERE

Fonte: Human Rights First

Sarà trattenuto in carcere per altri 2 anni finchè non cesserà la sua attività per i diritti umani l’avvocato Juan Carlos Gonzales, presidente della Cuban Foundation for Human Rights, nonchè fondatore di numerose agenzie di stampa indipendenti e di biblioteche libere cubane. Gonzales era noto anche per la strenua difesa legale portata avanti per i casi di detenzione in condizioni di duro regime dei giornalisti e attivisti cubani per i diritti umani. Dal 2004 anche la sua famiglia ha subito minacce e intimidazioni.

Gennaio 23rd, 2007

L’OROLOGIO DELL’APOCALISSE SEGNA 5 MINUTI ALLA MEZZANOTTE

Fonte: La Stampa, IGN

Gli scienziati hanno spostato in avanti le lancette dell’” Orologio dell’Apocalisse” o DoomsDay, l’orologio che dal 1947 simboleggia la distanza che ci separa dall’apocalisse atomica. L’annuncio, del 17 gennaio scorso, è stato dato dal Bollettino degli Scienziati Atomici alle 15.30 italiane: ora solo 5 minuti ci separano dalla mezzanotte. Dalle 23.53 del 1947 le lancette sono state spostate ben 17 volte, a seconda del procedere del corso della storia. Tra il 1953 e il 1960 si è registrato il rischio più alto, quando l’orologio segnava solo 2 minuti alla fine del mondo, per via dei tests condotti da USA e URSS.

I presupposti per lanciare l’allarme ci sono tutti: il nuovo programma di proliferazione nucleare dell’Iran, Paese che vorrebbe cancellare lo Stato di Israele, le tensioni tra India e Pakistan, dotati di armi nucleari, il commercio illegale di armi nucleari e “bombe sporche” nell’ex-URSS, il terrorismo di matrice islamica che si teme voglia dotarsi di bombe sporche, ma anche il surriscaldamento del pianeta Terra. E’ di questi giorni, inoltre, la notizia del lancio di un missile anti-satellite dalla Cina, che ha destato grande preoccupazione in Russia e USA. Attualmente i Paesi nuclearizzati sono 9, ma molti sono quelli che avrebbero la tecnologia per le armi atomiche.

Gennaio 20th, 2007

UCCISO NOTO EDITORE ARMENO IN TURCHIA

Fonte: Times online

L’editore  del più famoso quotidiano turco in lingua armena, Hrant Dink, 53 anni, è stato assassinato ieri nel suo ufficio al centro di Istanbul. Da un anno, cioè da quando venne accusato di aver insultato l’identità e lo stato dell Turchia, a causa delle sue opinioni sul genocidio armeno del 1915, riceveva numerose minacce di morte dirette anche alla sua famiglia. Dink era convinto che il riconoscimento del genocidio armeno fosse una dei requisiti per l’ingresso della Turchia nell’ Unione Europea.

Gennaio 20th, 2007

FREEDOM OF THE WORLD 2007: IL 2006 FRENA LA DEMOCRAZIA NEL MONDO


Il nuovo rapporto di Freedom House lancia l’allarme: il 2006 ha visto l’avanzamento della democrazia e dei diritti civili nel mondo arrestarsi. Nuove tensioni emergono in Asia, così come in Medio Oriente e nelle ex repubbliche sovietiche.

E’ l’Asia a preoccupare maggiormente: a fronte di un massiccio sviluppo economico, trainato dal gigante cinese, una nuova serie di restrizioni dei diritti civili e nuove tensioni soffoca gran parte del continente. Sri Lanka, Myanmar, Filippine, e la stessa Cina sono solo alcune delle tante aree a rischio.

In definitiva, un netto ristagno della democrazie e delle libertà nel complesso, ma un significativo passo avanti per Paesi come il Nepal verso la pacificazione e la democratizzazione. Se il 46% della popolazione mondiale può ritenersi fortunato, per ben il 30% di essa il quadro è assai grave, tanto da poter parlare in questi casi di assoluta negazione dei diritti umani e civili.

Gennaio 15th, 2007

LA CINA SI FA BELLA, MA CONDANNA I CONTADINI DEL TIBET ALLA FAME

Fonte: MarcoVasta , Human Rights Watch

Stanno cominciando a comparire gli effetti del Namdrang Rangdrik (programma fai-da-te) lanciato nel 2005 dal governo cinese. Entro 2 o 3 anni gli abitanti dei villaggi, soprattutto chi abita presso una via principale, devono costruire nuove case secondo precise indicazioni. Sono così diventate frequenti file di case in blocchi uguali con una bandiera rossa su ogni tetto, specie intorno alle grandi città come Lhasa e nelle vicinanze degli edifici pubblici. L’impegno economico è gravoso per persone già in gravi ristrettezze. Una casa conforme agli standard del governo costa in media 4.200 euro. Il governo non presta più di 1.200 dollari. Le famiglie debbono chiedere il resto a banche, ma se non lo restituiscono perdono il diritto sulla nuova casa. Non è loro possibile rifiutarsi: alcuni che lo hanno fatto, hanno visto la loro casa abbattuta dai bulldozer del governo.
Poche case sono dotate di acqua ed elettricità (come la gran parte della Cina rurale), in genere sono più piccole delle vecchie e mancano di un cortile per allevare animali e venderli, attività che qui è un’importante fonte di reddito. È evidente l’intento di separare la popolazione rurale tibetana dal suo modo di vita, nel nome dello sviluppo economico.

EVENTO: 19/01-VERBANIA “CINA e TIBET: i diritti negati”

Gennaio 15th, 2007

AHMADINEJAD VOLA IN AMERICA LATINA PER SALDARE IL FRONTE ANTI-IMPERIALISMO

Fonte: El Mundo, The New York Times

Nel suo secondo viaggio in cinque mesi in America Latina, il Presidente iraniano ha incontrato ufficialmente il Presidente Venezuelano Hugo Chavez per rafforzare i legami del fronte anti-americano, avviando un rapporto di collaborazione e di aiuti, quantificabili in 2 miliardi di dollari di investimenti, esteso anche con al Nicaragua, dove la povertà affligge ben l’ 80% della popolazione, e prossimamente all’Ecuador.

Mentre in Venezuela si prospetta un piano congiunto di sfruttamento petrolifero dell’Orinoco, in Nicaragua il presidente Daniel Ortega ha stipulato accordi con l’ Iran per la costruzione di case popolari, fabbriche di autovetture e diversi progetti energetici, nel tentativo di sollevare le sorti del secondo Paese più povero dell’emisfero occidentale dopo Haiti.
Il Presidente iraniano ha sottolineato l’importanza dell’unione nella lotta all’imperialismo e alla povertà.

Gennaio 15th, 2007

GIORNALISTI IN PRIMA LINEA: RAPPORTO 2006

Fonte: Panorama

Nel 2006 ne sono morti 81. Altri 32 collaboratori sono stati uccisi. Quello dei giornalisti è ormai diventato un mestiere a rischio. Si contano infatti a migliaia i giornalisti fermati, arrestati, rapiti e censurati. A renderlo noto, anche quest’anno, il rapporto di Reporters senza Frontiere.

Notizie, inchieste, foto, mettono a rischio la vita di molti giornalisti nel mondo, soprattutto nelle aree più a rischio, come Iraq e America Latina, ma non solo. Inchieste scomode, che sollevano tappeti che non andrebbero sollevati, danno il via a ritorsioni, minacce, intimidazioni (1400 casi nel 2006), arresti (871), uccisioni (81, di cui 64 in Iraq e 9 in Messico). Anche la censura colpisce in tutto il mondo, dalla Thailandia alla Russia.

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