Dopo i successi nazionali e internazionali delle campagne contro le pellicce, che hanno convinto marchi di moda e grandi magazzini a non vendere o produrre più capi con inserti di vero pelo, è il momento di lanciare una nuova campagna su di un marchio italiano diffuso in tutto il mondo.
Questa campagna, come tutte le altre lanciate finora da AIP o da network internazionali contro le pellicce, si basa sulla pressione, sull’informazione e sul boicottaggio dell’azienda, e non avrà termine fino a che non ci sarà un impegno aziendale verso una politica senza pellicce.

Le collezioni invernali, vendute sotto diversi marchi, comprendono molti inserti in pelliccia. Questa pelliccia era il manto di un animale vivo, l’unico con il diritto di indossarla, allevato in modo ignobile e ucciso brutalmente per impreziosire i vestiti di questa azienda.

Vogliamo che tutte le collezioni di tutti i marchi diventino “fur-free” e cessino di diventare il motivo per cui vengono scuoiati centinaia di migliaia di animali in più ogni anno.

La moda degli inserti di pelliccia, colorati, lavorati, sfrangiati o rasati per renderli non riconoscibili, riflette perfettamente questo mondo del fashion, luccicante e ingannevole, che spoglia le persone dal proprio senso critico, rendendole schiave di desideri volubili e vittime del consumismo.
Esseri viventi sensibili diventano così oggetti, merci da allevare, scuoiare, esporre in vetrina, impacchettare.

Negli ultimi anni campagne di protesta e di pressione su molte aziende hanno ottenuto un loro cambiamento di politica riguardo la produzione di inserti di vera pelliccia. Marchi e stilisti in tutto il mondo, così come grandi magazzini e ipermercati, stanno cessando la collaborazione con l’industria della pelliccia.
Anche in Italia un cambiamento è in atto e se il mercato della pellicceria pura è in netto calo ogni anno risulta necessario andare a cambiare le cose tra i marchi di tendenza e gli stilisti.

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