Sembra il canovaccio di un giallo cinematografico, invece, il caso di Kano, Stato della Nigeria settentrionale, in cui perirono almeno 11 bambini per la somministrazione illegale di un farmaco non ancora in commercio, che la multinazionale farmaceutica statunitense Pfizer stava sperimentando, è un Horror reale, ispirazione occasionale per un romanzo divenuto film di successo: The Costant Gardener dello scrittore John Le Carré.
Il Trovan, nome commerciale della trovafloxacina, era un antibiotico, sin dall’inizio ritenuto pericoloso dall’ente governativo statunitense per il controllo sui farmaci (Food and Drug Administration) in quanto comportava seri rischi di epatotossicità. Nonostante ciò, la Pfizer, colosso farmaceutico internazionale, con sede a New york e conosciuta in tutto il mondo per il Viagra, la nota pillola blu del piacere, nel 1996 ne sperimentò gli effetti in un campione di 100 bambini nigeriani, ai quali, a loro insaputa, venne fatto assumere il farmaco. Il test, che verrà dimostrato essere illegale e senza il consenso informato delle famiglie dei bambini, fu accompagnato dalla somministrazione, in un campione di controllo di altri 100 bambini, di un antibiotico concorrente e già presente sul mercato, il meglio noto Rocefin. L’occasione fu offerta dall’epidemia di meningite e rosolia che scoppiò in quell’anno nello stato del KANO nella Nigeria settentrionale. Senza alcuna autorizzazione, la casa farmaceutica, che aveva inviato al Kano Infectious Disease Hospital (IDH) un proprio team medico, camuffando l’operazione da aiuto umanitario, sperimentò in tal modo le proprietà del farmaco, causando la morte, con notevoli sofferenze per via dell’azione epatotossica del farmaco, di almeno 11 bambini e provocando inutili sofferenze a molti altri, che sopravvissero all’esperimento riportando cecità, sordità, paralisi, lesioni cerebrali, come Hajara, divenuta sordomuta .
I casi sono stati riportati e accertati da una commissione medica dello Stato, divenuta pubblica nel 2001 grazie a un giornalista del Washington Post e impugnate dall’allora giovane avvocato Etigwe Uwo . In alcuni casi, danni al fegato vennero registrati dopo due soli giorni di trattamento.
In seguito alle accuse formulate dal governo dello Stato nigeriano, la PFIZER produsse anche una autorizzazione alla sperimentazione che risultò essere un falso, o perlomeno una lettera retrodatata.
Dopo una lunga battaglia legale, combattuta negli States dallo stato del Kano, la Pfizer decise, infine, l’aprile scorso, di risarcire 75 milioni di dollari alle famiglie delle vittime, ai superstiti menomati, e alla regione della Nigeria che aveva sostenuto le spese legali del caso, evitando così un giudizio di colpa da parte del tribunale. Il farmaco non è mai stato approvato per la vendita in Europa, ed è stato ritirato dal commercio negli Stati Uniti.
Un lieto fine, ma solo in apparenza. Quanti esperimenti illegali, infatti, come questo della Pfizer, restano nell’ombra?






