Fonte: ActionAid International, NepalNews
Non si placa la protesta pacifica contro il regime totalitario del re Gyanendra in Nepal.
Questa mattina sono state arrestate circa 200 persone che partecipavano a un sit-in nella capitale in favore dei diritti umani e della democrazia nel Paese. Alla manifestazione erano presenti circa 60 organizzazioni non governative, tra cui ActionAid International. Trentasei attivisti dell’associazione sono stati arrestati: il direttore di ActionAid Nepal e della Federazione delle ONG in Nepal,Shibesh Chandra Regmi, all’atto dell’arresto ha dichiarato di aver voluto in questo modo esprimere la sua preoccupazione per le “prolungate interferenze nel nostro lavoro di sviluppo”.
L’Alto Commissario per i diritti umani dell’ONU si è detto scandalizzato per l’eccessivo uso della forza e per la detenzione arbitraria di centinaia di manifestanti, compresi alcuni turisti [leggi]. Le forze di polizia sono state infatti autorizzate ad aprire il fuoco contro i manifestanti, causando negli ultimi giorni la morte di tre persone e provocandone il ferimento di altre centinaia. Numerosi anche gli arresti, sulla base del sospetto collaborazionismo con le forze maoiste: ad oggi si contano almeno 1000 persone prelevate direttamente dal proprio domicilio e trattenute in regime di detenzione dalle forze di sicurezza del Paese.
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