Fonte: Corriere della Sera
I pigmei vivono da sempre nelle grandi foreste della repubblica Democratica del Congo, e per quanto siano profondamente legati alle loro terre, saranno presto costretti ad abbandonarle per fare spazio ai tagliatori di alberi dell’industria del legname.
Risale al al 2005 la manifestazione più importante degli indigeni che tentano ancora di resistere: in più di duemila si sono adunati ad Isiro, dalla quale ha preso vita un colorato e vivace corteo per ricordare al mondo che loro, i pigmei, “esistono”.
Essi, non solo nella Rep. Dem. del Congo, ma anche in Cameroon e Rwanda, non hanno infatti la possibilità di frequentare gratuitamente la scuola, non godono di assistenza sanitaria e sono privi di documenti di identità. Il numero di pigmei delle foreste dell’Africa equatoriale è indeterminato ma secondo tutte le ONG operanti sul territorio e i missionari è certo che deforestazione, mancanza di diritti e le malattie saranno ben presto la causa della loro scomparsa.
All’inquinamento dei fiumi, alla scomparsa della selvaggina e allo sfruttamento della servitù da parte dei contadini bantu, conseguenti alla deforestazione, si aggiungeranno poi l’alcolismo, le malattie, la prostituzione, la schiavitù, la definitiva disgregazione culturale. In compenso il 15 per cento dei profitti dovrebbero essere destinati alla realizzazione di strade, ospedali e scuole per i pigmei, ma la disposizione emanata dal governo della Rep.Dem. del Congo non piace all’industria del legname.
Il paradosso è che mentre i pigmei fuggono dalle aree devastate dai taglialegna, altre aree vengono destinate ad aree protette in cui è vietata la raccolta di radici e la caccia, anche per il “popolo della foresta”. I pochi che ancora mantengono uno stile di vita tradizionale nelle riserve sarebbero infatti destinati all’ “intrattenimento dei turisti”.
Approfondisci:
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- Missionari d’Africa







se i pigmei proteggono la foresta che da la vita a tutti noi e sopratutto la loro vita nella foresta protegge la vita e il futuro dei bimbi. perche’ tutti ma proprio tutti adoperano iroko e altri legni africani che stanno devastando le foreste e la vita dei pigmei e che mettono a rischio il futuro dei bimbi..e possibile adobbare le chiese le case le barche con l’iroko che uccide la vita..questo succede quotidianamente..passate parola non usate legno tropicale, usate legno italiano..fatelo per i vostri bimbi e per tutti ipopoli indigeni che per noi stanno morendo, distinti saluti ivan
se continiuamo a importare iroko ozibe’e altro legno africano i 40 milioni di congolesi che dall,immensa foresta dipendono moriranno con noi..perfavore prendete atto di questo, fatelo per tutti ibimbi del mondo ,grazie ivan